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  • Giusy Laganà

Strega - di Johanne Likke Holm, il grido di una voce contro il patriarcato


"Sapevo che l'assassino non era mai lontano. Lo avevo visto spuntare dai muri. Lo avevo visto tra le lenzuola del letto. Lo avevo visto nelle piastrelle del bagno, dietro il vetro dello specchio. Lo avevo portato nello chignon, infilato come un ciondolo segreto con il ritratto di qualcuno. Una mano che spuntava tra i capelli e afferrava con forza la gola"

Strega é una metafora, una moderna fiaba gotica, un’inquietante allegoria della cultura patriarcale, fatta di riti e sacrifici tramandati da una generazione all’altra. Con una scrittura suggestiva e sensuale, Johanne Lykke Holm racconta della violenza che si insinua nella vita delle giovani donne, e del coraggio necessario per spezzare quella catena di sottomissione e ritrovare la libertà.


Un piccolo paese sperduto tra montagne misteriose e poco abitate dove si trova l'Olympic, un hotel sempre in funzione che non ha mai ospiti se non le ragazze che ci lavorano stagionalmente. Dal momento che si entra dentro l'hotel, tutto ha una dimensione onirica. La protagonista sembra vivere una continua allucinazione tra passato e presente dove la realtà appare lontana e il confine tra sogno e incubo é perennemente presente. Un assassino che torna nei sogni collettivi delle ragazze colleghe, un alone di mistero che aleggia su di loro e poi una sparizione. Elementi che conducono questa narrazione gotica in un vortice ritmico sempre più inquietante e affascinante.


All'interno dell'albergo, considerato un luogo non per "brave donne", le mani delle ragazze ripetono sempre gli stessi movimenti. L'hotel si trova in una valle isolata, circondata da montagne nere che si stagliano da una vegetazione cupa e umida. Nessuna delle ragazze, nemmeno gli abitanti di Strega, ricorda quando la struttura, un tempo molto turistica, aveva iniziato a cambiare e apparire ripugnante a qualunque persona sana, come se possedesse una forza intrinseca, qualcosa di malvagio e malato che teneva lontana la gente. E allora ci si chiede, perché i genitori mandavano lì le ragazze? La risposta é di stampo sociologica. Si erano fatti l'idea che l'albergo si trovasse in un'altra epoca, che fosse davvero possibile farle scomparire lontane dalla realtà.

"I nostri genitori si erano tutti illusi che i cambiamenti accaduti nel mondo non fossero permanenti. Non credevano in un futuro senza la brava donna e i suoi doveri. Volevano prepararci a una vita in cui avremmo accudito i bambini e la casa, in cui saremmo rimaste accanto a un uomo, non importava chi fosse, in cui le mani avrebbero ripetuto gli stessi movimenti"

Ma c'è un significato nascosto. La lotta per affrontare le proprie paure e riuscire a scappare da quell'hotel per dimenticarlo e per crescere, diventare adulti e liberarsi dei dogmi impostati del patriarcato. Le ragazze come Rafaela, Alba, Cassie sono tutte ragazze costrette a uniformarsi a standard doverosamente richiesti. Uscire da questa allucinazione onirica significa fiorire, vincere, essere libera. Significa percepire la propria femminilità dopo aver combattuto contro i propri limiti e contro le proprie paure. Significa uscire dalla "caverna" per vivere il mondo da creatura donna emancipata e padrona di sé stessa.

Johanne Lykke Holm (1987) è un'autrice e una traduttrice svedese. Il suo romanzo d'esordio, Streghe, portato in Italia da NN Editore nel 2023, ha vinto l'English PEN Award ed è candidato al Premio Strega Europeo.Con l'arrivo in libreria di Strega, NN Editore inaugura il progetto di cortometraggi #seguilatuastoria dedicati ai titoli della nuova serie le Fuggitive che propone storie di donne in fuga, alla ricerca della libertà, per combattere stereotipi ancora oggi troppo diffusi:

-Il corpo ricorda di Lucy M.Johnson




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