• Giusy Laganà

Quando le belve arriveranno - di Alfredo Palomba, il ritorno del male


"Osserva giorno dopo giorno quella congiuntura che none é parete e non é soffitto, proprio come lei, non ancora morta ma nemmeno più viva. Ogni tanto, quando siamo soli in casa, parlo con la nonna -pianta. Non sono uno che ha molte cose da dire agli altri. La nonna-pianta assorbe le mie parole come un terreno poroso fa con l'acqua, senza manipolarle con la ragione o confrontarle con le proprie opinioni".

Alfredo Palomba torna in libreria con "Quando le belve arriveranno" (Wojtek, 2022) con un nuovo protagonista, un giovane uomo tormentato che rimane vittima di un sistema corrotto e surreale. Malgrado i tentativi di costruirsi una vita normale lasciandosi alle spalle una madre alcolizzata in una condizione famigliare miserabile, il giovane uomo riesce a ottenere, grazie alla sua laurea in Lettere, un incarico come insegnante di sostegno. All'inizio tutte le persone vicine che ruotano attorno alla scuola, appaiono disponibili e accoglienti, poi qualcosa cambia.

La realtà che ruota attorno inizia a trasformarsi in un vortice indecifrabile, sempre più distorta e inquietante. I colleghi, gli alunni, i concittadini assumono sembianze animali pronte a divorarlo. Perché iniziando ad essere tutti così torbidi e ostili?


"Percepisco tutto, tutta l’ostilità, la voglia di massacrarsi a vicenda e la frustrante impossibilità di farlo. Percepisco ogni briciola di mostruosità altrui, la vedo attaccata ai loro volti e alle loro mani come una patina di sporco"

Inizia un vero e proprio deragliamento della percezione della realtà che diventa minacciosa. La dimensione del reale e quella onirica tendono a sovrapporsi, combinando immaginazione e percezioni. Solo Haochen, il bambino disabile di cui il protagonista di prende cura, rimane immune alla cattiveria umana che sembra invadere ogni aspetto della quotidianità.

Manie di persecuzione? Concezione psicotica della realtà? Cosa succede realmente al mondo che ruota attorno questa storia?


Dopo "Teoria della comprensione profonda delle cose" (2019, Wojtek) , il nuovo romanzo di Alfredo Palomba conferma ed esalta il talento e le doti narrative di un autore che non teme sfide coraggiose di costruzione del pensiero, dell'intreccio, di scelta dello sguardo sulla realtà”, racconta Riccardo Cavallero, che ha presentato allo Strega 2022 “Quando le belve arriveranno”.

Ancora una volta, Palomba é capace di creare una narrazione claustrofobica, allontanando la luce e facendo inondare di buio ogni singola parola e fatto della storia.

Quello che caratterizza l'autore é la capacità di creare personaggi dissonanti e interpretazioni del reale attraverso il solo sguardo di chi racconta. Il filtro percettivo diventa l'unico sguardo per capire cosa sta accadendo. Ogni certezza viene sempre messa in dubbio; la scrittura sonora e polifonica assume la violenza di un'onda di un mare di notte apparentemente calmo ma pronto a scatenare tutta la sua forza. Non rimanere quindi che aspettare quando le belve arriveranno.


Alfredo Palomba (1985) è dottore di ricerca in Letterature comparate e docente nella scuola secondaria. Il suo primo romanzo, Teorie della comprensione profonda delle cose (Wojtek, 2019), è stato segnalato al Premio Italo Calvino 2017, proposto per il Premio Strega 2020 e scelto per rappresentare il romanzo d’esordio italiano all’Europäisches Festival des Debütromans 2020 di Kiel. Collabora col quotidiano «Il Foglio».