Società, desiderio e apparenza ne “Il Teatro del Lusso” - di Samuele Briatore
- Giusy Laganà

- 19ore
- Tempo di lettura: 2 min

Ci sono libri che raccontano il lusso come semplice estetica, e poi ci sono libri come Il Teatro del Lusso, che lo trasformano in una lente attraverso cui osservare la società contemporanea. Samuele Briatore costruisce un testo che va ben oltre il fascino delle maison, degli eventi esclusivi o delle dinamiche dell’alta gamma: il lusso diventa un linguaggio sociale, una rappresentazione collettiva, quasi una forma di teatro in cui ognuno interpreta un ruolo preciso.
Da lettrice appassionata, ciò che mi ha colpita maggiormente è proprio l’approccio sociologico che attraversa l’intero libro. Il lusso non viene mai raccontato come un fenomeno superficiale o frivolo, ma come un sistema simbolico profondamente intrecciato con il desiderio, l’identità e il riconoscimento sociale. Briatore mostra come gli oggetti, i brand e persino le esperienze esclusive siano strumenti attraverso cui le persone cercano appartenenza, distinzione e visibilità.
La parte più interessante è forse quella in cui emerge il carattere “performativo” del lusso: non conta soltanto possedere qualcosa, ma mostrarlo, comunicarlo, inserirlo in una narrazione personale e collettiva. In questo senso il titolo è perfetto: il lusso è davvero un teatro, fatto di scenografie, codici e pubblico. E i social network hanno amplificato enormemente questa dinamica, trasformando l’esclusività in spettacolo continuo.
Lo stile di scrittura è scorrevole ma ricco di spunti, capace di alternare osservazioni culturali, riferimenti sociali e riflessioni contemporanee senza risultare mai pesante. È un libro che può interessare non solo chi ama il mondo del fashion o dell’alta gamma, ma anche chi è curioso di capire come si stanno evolvendo i comportamenti sociali nella nostra epoca dominata dall’immagine e dalla costruzione del sé.
Ho apprezzato soprattutto il fatto che l’autore non giudichi il lusso in modo semplicistico: non lo celebra ciecamente ma nemmeno lo demonizza. Lo osserva come fenomeno umano e sociale, mostrando quanto sia legato ai meccanismi del potere, del desiderio e della rappresentazione.
Una lettura che consiglio a chi ama i libri capaci di intrecciare cultura, società e contemporaneità, e a chi vuole guardare il lusso non soltanto come mercato, ma come specchio dei nostri tempi.
Conoscere il percorso dell’autore aiuta anche a comprendere la profondità del libro. Samuele Briatore è ricercatore in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso la Sapienza Università di Roma, dove insegna Sociologia della moda e Cultura letteraria. È inoltre presidente dell’Accademia Italiana Galateo, coordinatore del Master in Cerimoniale, Galateo ed Eventi istituzionali e collabora con Vogue Italia. La sua esperienza nel mondo del lusso, della moda e della comunicazione emerge chiaramente nella capacità di intrecciare teoria sociologica e osservazione concreta della contemporaneità.
Una lettura che consiglio a chi ama i libri capaci di intrecciare cultura, società e contemporaneità, e a chi vuole guardare il lusso non soltanto come mercato, ma come specchio dei nostri tempi.






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