• Giusy Laganà

Per tutti i giorni della tua vita- di Elena Premoli, la forza della vita e dell'amore


Cosa significa amare? Vuol dire trovare sempre un motivo per non perdersi

A partire dalla storia reale di Alfie Evans, caso legale del 2018 che coinvolse Alfie (9 maggio 2016 - 28 aprile 2018), un bambino di Liverpool con un disturbo neurodegenerativo non diagnosticato, Elena Premoli riporta alla luce una vicenda di qualche anno fa per ricordarci la forza della vita.

Il bambino che respirava solo artificialmente fin dai pochi mesi dalla sua nascita aveva dimostrato una voglia di vivere da eroe. Con lui, i suoi giovani genitori poco più che ventenni si ritrovano con un problema più grande di loro a cui nessuno riesce a dare una risposta. Dopo qualche mese dalla nascita, qualcosa inizia a non tornare. Il bambino dimostra l'assenza di sviluppo neurologico, come se si fosse fermato al secondo mese di vita. Inizia la lotta estenuante dei genitori contro la struttura ospedaliera, una delle migliori britanniche esistenti, per evitare l'interruzione della respirazione artificiale.

L'équipe medica e i genitori del bambino erano in disaccordo sull'opportunità di mantenere il sistema di supporto vitale di Evans o di ritirarlo e questo diede vita alla battaglia legale. Il team dell'ospedale Alder Hey Children cercò di far decretare che il supporto di ventilazione continuato era "scortese e disumano", e non nel migliore interesse di Alfie Evans. I genitori di Alfie, Kate James e Thomas Evans, contestarono l'istanza.

Noi donne abbiamo dentro una natura silente e leggera come quella delle piante. Fino a che non ci strappano le radici possiamo soffrire, perdere pezzi, appassire, smettere di fare frutto, ma arrenderci, mai. Ci corre dentro una linfa ancestrale, sotto innumerevoli strati di corteccia di cui nemmeno noi conosciamo il conto. Scopriamo di potercela fare solo nel momento in cui siamo messe davvero alla prova. Quando ci spezzano l'ennesimo ramo: allora tiriamo fuori risorse nascoste.

La storia raccontata da Elena Premoli, parte da un fatto di cronaca realmente accaduto, e dopo una attenta ricerca e ricostruzione storica della vicenda, decide di scriverne un romanzo.

Lo scopo é quello di far esaltare la forza della vita e della genitorialità, il potere di non voler lasciare andare chi si ama se non dopo aver tentato ogni cosa. I protagonisti del romanzo, come nella vita reale, si ritrovano coinvolti in pratiche legali di carattere nazionale e internazionale, fino a farne diventare una questione mediatica. L'attenzione che i media diedero alla vicenda di Alfie fu decisiva nella svolta degli eventi che portarono, in quei poco anni, a voler trasferire il bambino in una struttura estera.



La forza delle donne che non smettono mai di combattere, ma anche quella di un padre ragazzino che si trova a tentare ogni strada possibile, anche attraverso l'uso dei social.

La lettura é forte e d'impatto, colpisce il cuore di ogni lettore, impossibile rimanervi indifferenti.


La scrittura di Elena Premoli e l'intensità riposta esaltano il valore di ogni singola parola.E' un libro che commuove e tocca il cuore, una storia emotiva che non può essere dimenticata.

Raccontato con maestria, il caso di Alfie Evans ha attirato una notevole attenzione pubblica nel Regno Unito e all'estero, con i suoi genitori che hanno istituito "Alfie's Army", un gruppo di campagne online dedicato alla ricerca di ulteriori cure e alla lotta contro il ritiro del supporto vitale.

I genitori di Alfie hanno rivendicato il proprio diritto di prendere decisioni in merito alle cure del figlio, sostenendo che l'ospedale stesso non avrebbe dovuto prendere nessuna decisione senza il loro consenso. Grandi proteste emersero fuori dall'ospedale Alder Hey il 12 aprile dopo che la sua famiglia ha insistito sul loro diritto di portarlo a casa.

Classe 1986, Elena Premoli si è laureata in Scienze Linguistiche per le Relazioni Internazionali con un'attenzione particolare allo studio del cinese mandarino. Ha vissuto a Milano, Pechino e Shanghai, e si è infine stabilita sul Lago di Como. Si è classificata ai primi posti in diversi concorsi di narrativa, tra cui il Premio Chiara Giovani. È mamma di due bambine, e dalla maternità è nata l'ispirazione per questo romanzo.