• Giusy Laganà

Dovevo chiamarmi Irene - di Simona Mangiapelo


"Potente. L'amore rende potenti. O almeno ci fa illuderlo di esserlo. L'amore, o la feniletilammina. Dovevi saperlo, Nina. Non potevi ignorare l'effetto dei neurotrasmettitori, l'aumento della dopamina e della serotonina. L'euforia che sanno scatenare".

Dovevi chiamarti Irene perché significa pace. Invece, per la disattenzione di un uomo, tuo padre, ti hanno dato un altro nome. La pace non esiste, né per te né per nessun altro, e quando arriva inavvertitamente mostra il volto divertito della follia.

Cosa mi porto via da te, Nina? Ti rispondo scrivendoti che mi porto via quello che le tue pagine sembrano gridare. L'amore ci rende potenti ma anche molto fragili, illusi, euforici, dipendenti. Cerchiamo riconoscimenti e pretendiamo di essere amati così come siamo ma non è possibile, non siamo mai quello che siamo. Ci dobbiamo difendere dagli inganni e resistere di fronte alla rabbia che non riusciamo a sciogliere con lo zucchero. Dovevi saperlo, Nina. Eppure, ci hai voluto credere. Ci abbiamo creduto tutti.

"Siamo sempre altrove, quando la felicità abita la nostra casa" scrivi, e tu avresti potuto essere finalmente Irene, ma quella serenità non ti è bastata. Si annida nelle piccole cose ma non basta mai Nina, mai.

Avremmo dovuto chiamarci tutti con un altro nome, perché i nostri nomi ci raccontano molto di chi siamo, ma nessuno arriva a conoscerlo fino in fondo veramente, perché quasi a nessuno interessa. Solo alcuni sono disposti a scoprirlo, comete passeggere nel buio della notte, stelle che illuminano e stelle che oscurano.


In questo diario di Nina, ritrovato dal figlio Michelangelo che porta addosso i segni della colpa della madre, la narrazione della protagonista si mischiano con quella del figlio, ragazzo geniale ma sfigurato a causa di un incidente. Esse formano due voci che si rincorrono, quasi s'intrecciano, ma non riescono mai a incontrarsi.

"Tu sei l'assenza che ha riempito la mia vita. Se il vuoto incolmabile. Sei l'abbandono che ha reso sopportabili tutti gli altri. Sei in ogni mia cicatrice. Sei nella verità che ho scoperto in queste pagine. Nella tua colpa disegnata sul mio corpo. Nel segreto che hai portato via con te".

Il tuo è il frutto di una coincidenza Nina. La dualità di donna, divisa tra l'essere madre e l'essere donna, cerca di portare alla luce, attraverso la scrittura, la verità nascosta e la responsabilità di una colpa che pesa troppo. Una verità dolorosa ma salvifica, che rivela il bisogno di essere accettati, così come siamo nel bene e nel male.


Per concludere, gli incontri inaspettati ci fanno sentire vivi e ci fanno stare bene, proprio come me con Simona Mangiapelo.

Non so dire se Irene sarebbe stato il nome giusto. Posso dire che, anche con un nome diverso, avrebbe avuto i suoi dolori, ingombranti come quelli di tutti, pronti a trasformarsi in cicatrici oppure in occhi nuovi. Dovevo chiamarmi Irene é un libro drammatico e commovente. La scrittura é energica. La storia é semplicemente meravigliosa.

Ho conosciuto Simona attraverso il suo primo libro, Di nessuno (Alter Ego Edizioni, 2017). Capace di raccontare tematiche particolari e sensibili con una scrittura visiva e instantanea (vi sembrerà di essere dentro un film), il suo libro d'esordio é potente. Qual é il confine tra essere felice ed esserlo davvero? Cosa spinge una donna come Elisa a rischiare tutto per qualche grammo di amore e brivido?

Un libro stupendo che merita di essere scoperto. Una storia che potrebbe essere quella di ognuno di noi in nome dell'amore.

Elisa é una donna che ama la propria famiglia, suo marito e i suoi figli. Un giorno però incontra, durante una rapina in farmacia, un suo compagno di scuola, Alessandro. Tra di loro subito la chimica scatena un alchimia erotica e fisica che porta Elisa a perdere di vista la sua vita e l'organizzazione dei suoi figli. Non può fare a meno di lui, nonostante siano molte le occasioni in cui cerca di lasciarlo.


Da un parte, si sente finalmente viva tra le sue braccia e le sue attenzioni. Dall'altra parte, si sente stanca e sempre più prigioniera di una vita che é diventata noiosa e abitudinaria. Il marito Flavio e la suocera purtroppo non sono d'aiuto. Il suo rapporto di coppia é diventato scontato e poco eccitante. Suo marito le provoca una sensazione spiacevole di disturbo e invadenza. Tra mille dichiarazioni d'amore e scappatelle romantiche, c'è in Alessandro qualcosa che non torna. Sembra tutto troppo perfetto, e nonostante Elisa venga messa in guardia dalla cara amica Diana, lei continua a innamorarsi di quest'uomo misterioso fino al giorno in cui scoprirà che lui ha dei segreti di cui lei é all'oscuro.

Qui il link per la recensione completa:

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Simona Mangiapelo é nata in provincia di Roma, dove vive e lavora come farmacista. Ha vinto il concorso letterario della rivista "Confidenze" (Mondadori) con il racconto La notte di San Lorenzo. Altri suoi racconti sono stati pubblicati in antologie per Sensoinverso e Historica Edizioni. Ha seguito un corso di scrittura della Scuola Holden e frequentato la Scuola Omero e la Scuola Genius. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Di nessuno, nel 2017, con Alter Ego Edizioni. Capace di trattare e raccontare tematiche particolari e sensibili con una scrittura visiva e instantanea (vi sembrerà di essere dentro un film), il suo libro d'esordio (Alter ego Edizioni) é potente. Qual é il confine tra essere felice ed esserlo davvero? Cosa spinge una donna come Elisa a rischiare tutto per qualche grammo di amore e brivido?