• Giusy Laganà

Dove sei, mondo bello - Il ritorno di Sally Rooney


"Io continuo a considerarmi una persona interessata all'esperienza del bello, ma non mi descriverai mai come "interessata alla bellezza" in senso cosmetico. Credo sia questo,oggi, il significato predominante della parola "bellezza" nella nostra cultura"

Cos'è la bellezza oggi? Un canone? Una regola ferrea?

A me é capitato di guardare qualcosa allo specchio, un oggetto o un luogo in casa o in viaggio e riconoscerne la bellezza. Mi é capitato che nel caos della quotidianità, un frammento di luce o di polvere sia in grado di dare una sfumatura diversa a un angolo della casa. Ho visto un'immagine riflessa che ho sognato per anni si realizzasse, e una volta vista veramente ho capito che anche quella era bellezza, era quello che avevo sempre desiderato.

"Dove sei, mondo bello" non é una domanda. Sally Rooney la pone come affermazione decisa a farci riflettere su cos'è oggi la bellezza.

Non usare troppa plastica, non deludere i nostri cari, portare a compimento scopi professionali. Secondo lei per ritrovare la bellezza dobbiamo rifiutare l'idea di bellezza capitalistica in virtù dell'essenza del principio stesso che si trova nel mondo.

Sono una fan accanita della Rooney perché, come altre autrici irlandesi contemporanee, é riuscita a raccontare storie sulle relazioni liquide (ricordando Bauman) e sull'incomunicabilità.

Ho amato "Parlarne tra amici" e "Persone normali" perché mi struggo davanti alle relazioni dove non c'è comunicazione. O meglio c'è, ma non con le parole che si vorrebbero veramente dire. Come quando un "meglio così" nasconde un "ci avrei sperato", insomma una resa senza l'azione.

I personaggi, sia come personalità sia come costruzione narrativa, rispondono ai canoni che la Rooney si impegna a descrivere solitamente. Giovani donne e giovani uomini che cercano di affrontare il loro presente precario e poco certo senza porsi troppe domande su un futuro che non si sa come sarà.

Alice ha scritto due romanzi di enorme successo, ma per trovare compagnia deve andare su Tinder. Eileen lavora per una rivista letteraria, però non ci paga l'affitto. Simon ama da sempre la stessa donna, ma da sempre ne frequenta altre. Felix passa in birreria il tempo libero dal lavoro di magazziniere, ma la sua è una fuga. Alice, Eileen, Simon e Felix si parlano, si fraintendono, si deludono e si amano e, mentre attraversano il cerchio di fuoco dei trent'anni, si chiedono se esista davvero, al di là, ancora, un mondo bello in cui sperare.


All'inizio devo ammettere di non aver gradito "Dove sei, mondo bello". Mi sono detta, ecco ancora una volta non riesce a fare stare insieme due persone, al suo solito. Le relazioni descritte in "Parlarne tra amici" e in "Persone normali" sono sempre inconcludenti, rimangono sospese perché non si riesce mai a esternare i propri sentimenti, rimanendo incastrati in ciò che si sarebbe voluto dire ma che non riesce ad essere formulato verbalmente. Con quest'ultimo libro, la Rooney é riuscita a sorprendermi, anche lei é cresciuta e ha capito che non si può scappare sempre da sé stessi.

Dopo il disappunto iniziale con cui volevo lanciare il libro per far canestro nel cestino, é riuscita a sciogliere i nodi della narrazione e dei personaggi.

Cara Rooney, a questo giro ho vinto io. É vero che in amore vince chi fugge, ma con questo libro ti sei dovuta ricredere.

Vince chi resta.