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  • Giusy Laganà

Cose che non voglio sapere - di Deborah Levy,per diventare scrittrice avevo dovuto imparare a interrompere, ad alzare la voce




"Quella primavera, quando la vita era complicata e lottavo con il mio destino e non riuscivo a vedere dove si potesse andare, mi resi conto che piangevo soprattutto sulle scale mobili delle stazioni. Non succedeva mentre scendevo, ma c'era qualcosa nello stare immobili ed essere trasportati verso l'alto che mi turbava.

Eravamo in fuga dalle bugie che si annidano nel linguaggio della politica,dai miti sul nostro carattere e sul nostro scopo nella vita. Forse eravamo in fuga anche dai nostri desideri, quali che fossero.

Come siamo brave a ridere di noi stesse, dei nostri desideri. Ci prendiamo in giro, prima che possa farlo qualcun altro.

D'altronde, siamo programmate per uccidere, per uccidere noi stesse".



Lucida, sensuale e schietta, Deborah Levy ci racconta la ricerca della propria voce, un percorso in salita dove l'amore é un appiglio labile e transitorio e gli ostacoli si chiamano società, casa, politica,patriarcato.

NN Editore pubblica il primo memoir femminista di Devorah Levy in attesa del prossimo volume in uscita il 10 maggio dal titolo "Il costo della vita".

La prefazione di Olga Coldfield Campofreda anticipa le pagine che seguono, ricche di ribellione ma anche emotività su quello che si prova durante le ondate dei cambiamenti.


In un momento difficile della sua vita, Deborah Levy si mette in viaggio. Si sente in balìa di forze ineluttabili che l’hanno spinta verso destinazioni non scelte, e così decide di stabilirsi a Maiorca per intraprendere, nell’intimità che solo un paese straniero può offrirle, un cammino intellettuale ed emotivo nel solco tracciato da Virginia Woolf, Simone de Beauvoir e Marguerite Duras. Nata e cresciuta nel Sudafrica dell’apartheid, che ha poi dovuto lasciare per ragioni politiche, ha vissuto in Inghilterra, paese di adozione, dove è diventata scrittrice, moglie e madre. Nel primo volume dell’Autobiografia in movimento, Levy indaga le ragioni profonde della sua identità di donna, ma soprattutto fa luce su emancipazione e ruoli sociali oggi, raccontando lo scandalo rappresentato da un femminile che sceglie di sradicarsi, e invece di avvizzire come un fiore cresce e si rafforza. Lucida e schietta, sensuale e ironica, Deborah Levy racconta la ricerca della propria voce, un percorso in salita dove l’amore è un appiglio labile e transitorio, e gli ostacoli si chiamano casa, società, patriarcato. Cose che non voglio sapere è un memoir femminista dove, sovvertendo ogni regola, le parole tornano a essere azioni e costruiscono la via letteraria alla libertà. Questo libro è per chi schiaccia le illusioni sotto i tacchi delle scarpe.


Cose che non voglio sapere è il primo capitolo della sua “Autobiografia in movimento” e si snoda al tempo delle motivazioni Orwell.

Quattro capitoli, tre luoghi del mondo e tre diverse fasi della vita.

Levy aggiunge un tassello importante a quella letteratura di Virginia Woolf e Simone De Beauvoir che ha cominciato a scardinare, decostruire e combattere l'egemonia dello sguardo patriarcale sull'identità, in particolare su quella delle donne.


Nel primo volume della sua autobiografia in movimento, Deborah Levy si sposta tra i suoi tre luoghi del cuore: Maiorca, l'isola dove si ritira per riflettere e ritrovarsi; il Sudafrica, il paese della sua infanzia, segnata dall'arresto del padre militante contro l'apartheid; infine, l'Inghilterra, il paese che l'ha adottata esule. Affidandosi alla memoria e a una penna capace di illuminare le felicità più cristalline così come le depressioni più cupe, l'autrice prova a far luce sulle ragioni delle sue scelte.


Deborah Levy (1959) è una scrittrice, poetessa e drammaturga. Nata in Sudafrica, ma si è poi trasferita vive in Inghilterra. È autrice di romanzi molto apprezzati dalla critica e dal pubblico, come A nuoto verso casa (2014), romanzo finalista al Man Booker Prize, e Come l'acqua che spezza la polvere (2018), entrambi editi in Italia da Garzanti.


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