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  • Giusy Laganà

“Tra mare e periferia: i luoghi di “In un mare senza blu” di Francesco Paolo Oreste




"Le vie della città del sole sono invase da un caldo asfissiante che ottunde e sfibra. C'é, però,la luce, che le inonda e le illumina. E non è poco, e non è niente".


Il 12 marzo, torna in libreria Francesco Paolo Oreste con il suo nuovo romanzo “In un mare senza blu”, pubblicato da iDobloni, per la collana “Enigmi”. Una storia che ha il potere di raccontare la Napoli dei vicoli, degli emarginati, dei diversi e di chi non ha scelta, lì dove la vita diventa sopravvivenza.

Affacciati sul Golfo, alla periferia del porto di Napoli, Mario, Ciro e Michele sono tre ragazzini di Vico Stella. Nei loro occhi il blu del mare e tutte le speranze che può nutrire la gioventù. Nei loro cuori un’amicizia che si rivelerà ciò che di meglio il destino ha riservato loro. Eppure, la vita dei tre ragazzi di Vico Stella, ribattezzato Vicolo Nero, non offre sconti. Michele non è che un ragazzino quando prende in mano, per la prima volta, una pistola e lo fa per uccidere. Ciro è troppo bello e troppo sensibile per sopravvivere alle anime oscure del Vicolo in cui cresce e da cui fugge. Mario non può fare altro che andare incontro al proprio destino, legandosi per sempre alle vite dei due amici.

Come plastilina.


Scopriamo i luoghi che caratterizzano questo affascinante romanzo: i luoghi di "In un mare senza blu" attraverso le parole di Francesco Paolo Oreste:


1. La periferia di una grande città è più o meno uguale in tutte le città. Ma tu hai scelto di raccontarci la "periferia della periferia". Quali sono i luoghi di "In un mare senza blu" e cosa ti ha fatto scegliere quei luoghi?

La città sullo sfondo di questa storia, anche se non lo scrivo mai, è Torre Annunziata, una delle tante città della provincia di Napoli che condivide con il suo capoluogo il paradosso o la maledizione di una bellezza che troppo spesso diventa inutile e meravigliosa cornice di insopportabili ingiustizie.F orse per questo provo a parlarne, perché trovo insopportabile entrare in una piazza di spaccio con il Vesuvio alle spalle e Capri all’orizzonte,insopportabile e crudele.Come un mare senza blu.


2. Il mare e il blu-c'è in quasi ogni tua pagina. E c'è a Nisida. Quale valore gli attribuisci sia nel romanzo, sia nella tua vita di scrittore?

Il romanzo è pieno di un nero che impregna i vicoli e le vite, un buio in cui il dolore cresce e si fa rosso rabbia e sangue. Il blu è la speranza e la cura, il rifugio di chi pure tra i vicoli alza la testa verso il cielo o la resilienza di chi scruta la linea dell’orizzonte nella certezza che, come diceva Pino Daniele, “per cambiare poi qualcosa arriverà”.


3.Napoli non manca in "In un mare senza blu". C'è la città dei caffè, dei palazzi storici, dei quartieri bene. Se dovessimo fare un tour sulla Napoli del tuo romanzo, quali luoghi ci consiglieresti di visitare?


La storia approda e sfiora Napoli, il suo cuore però è piantato nella periferia della periferia, una terra colma di contraddizioni ma che racchiude al suo interno l'alchimia capace di rendere quelle vite plastilina e offrire loro una speranza di salvezza.Il tour comincia sicuramente dalla mia città, Torre Annunziata, dove ci sono i vicoli stretti e bui che fanno da viscere alla città e i rioni popolari in cui i clan spadroneggiano e reclutano mano d’opera. Lì, vagando tra i ruderi dei vecchi pastifici e qualche palazzo confiscato alla camorra, ci si può trovare in pochi minuti nella magnifica Oplontis, il sito archeologico che, con la meravigliosa villa di Poppea, meglio rappresenta il suburbio pompeiano. A pochi passi dal sito archeologico e dalla casbah formata dai vicoli, il mare,con lo scoglio di Rovigliano. La leggenda narra che Ercole abbia staccato la punta del Monte Faito scagliandola in mare, formando così l'isolotto. Sullo sfondo Capri, e il suo profilo stagliato all’orizzonte di una immensa piana blu.Per andare da Torre Annunziata a Napoli, per seguirne la storia, mi muoverei con il treno. A circa un secolo dai primi ritrovamenti archeologici, i Borboni costruirono la prima ferrovia del Regno delle Due Sicilie, una linea che portava daNapoli a Portici, la più antica d’Italia. Da Torre Annunziata a Napoli il viaggio è a sfioro, ad un passo dal mare. Dall’altra parte il Vesuvio, che spaventa i superstiziosi ma che offre la sua silenziosa protezione come un vello sacro.E poi Napoli, fiera, materna, matrigna e maledetta.La collina di San Martino e il suo castello benedicono dall’alto chi sta per attraversare il ventre della città, Passeggiando accanto al teatro San Carlo e il suo vicino palazzo reale, risalendo i vicoli di Chiaia e le sue costruzioni liberty, arriviamo nel palazzo Mannajuolo, dove possiamo lasciarci risucchiare nell’ellisse della sua scala in marmo, meraviglia di una Napoli nuda e velata, sempre sospesa tra un estremo e l’altro. Il tour poi si completerebbe respirando l’odore del tufo e della salsedine,attraversando via Caracciolo e risalendo Posillipo, fino a scavallare la collina e arrivare a vedere Nisida, bellissima e sola, l’isola che non c’è, simbolo di un sentimento difficile da raccontare, che puoi solo vivere. Come l’amore.


"L'anima dei bambini non ha la scorza, è scoperta. Per questo di vede meglio. Per questo profuma di più. Per questi é più vulnerabile.

E per questo le anime dei bambini, quando si incrociano, si intrecciano e si mischiano.

Come la plastilina.

E a volte diventano una.

E, pure se provi a dividere un pezzo dall'altro, nessuno dei pezzi sarà mai come prima".


Ciro, Mario e Michele sono tre anime in una, che si riparano dal caldo di luglio all'ombra del vicolo Stella.


I temi sono varissimi, come il disagio minorile, la libertà di scegliere il proprio orientamento sessuale e tanti altri. Il denominatore comune è la solitudine in cui sono relegate certe esistenze poste al margine della società dal pregiudizio o dalla sventura.


La storia segue la crescita, le disgrazie e i giochi di tre ragazzi, Ciro, Mario e Michele, tre creature del Vico Stella, tre amici che si troveranno a fare troppo presto i conti con la durezza della vita e che solo nell’amicizia e nell’amore – sentimenti che uniscono e che combattono la solitudine – troveranno la forza di resistere e di esistere. A differenza dei miei primi libri, che sono finti gialli, questa volta si tratta di una storia decisamente noir: la luce è poca, come i vicoli in cui si sviluppa, una storia di esistenze spesso bollate da sentenze o giudizi che prescindono dalla conoscenza. E un giudizio senza una vera conoscenza o comprensione di ciò che si ha davanti è sempre ingiusto.


In un mare senza blu di Francesco Paolo Oreste è, dunque, un romanzo che affronta temi come le scelte e i compromessi, le gabbie e la libertà, attraverso la vita di personaggi intrappolati in un mondo dove le speranze sembrano essere schiacciate del tutto o in parte.


Dopo il suo precedente romanzo, “L'ignoranza dei numeri” (Baldini &Castoldi - 2019), Oreste torna a raccontare la nostra società e il mondo che ci circonda. “In un mare senza blu” è un romanzo criminale, che ci porta in libreria una Napoli ai margini, sfruttata e abbandonata; una gioventù senza sogni. Il suo è uno sguardo analitico che sa, però, raccontare il lato più nascosto - e vulnerabile - dei personaggi, senza indugiare nel sentimentalismo o in un buonismo di maniera.


A Milano il 21 marzo la presentazione del nuovo romanzo di Francesco Paolo Oreste “In un mare senza blu” presso la libreria Covo della Ladra di Milano, pubblicato dalla casa editrice iDobloni per la collana “Enigmi”.“In un mare senza blu” è una storia che ha il potere di raccontare la Napoli dei vicoli, degli emarginati, dei diversi e di chi non ha scelta, lì dove la vita diventa sopravvivenza. Affacciati sul Golfo, Mario,Ciro e Michele sono tre ragazzini di Vico Stella, legati da un’amicizia che si rivelerà ciò che di meglio il destino ha riservato loro. La vita dei tre protagonisti non offre sconti. La serata avrà inizio alle ore 18:30 presso lo spazio eventi della libreria Covo della Ladra di Milano, in via Scutari 5. L’incontro sarà moderato da Gabriele Cantella, giornalista e scrittore, accompagnato dalle letture di Federico Benna. L’invito alla serata è pubblico e rivolto a tutti gli interessati, membri della stampa e lettori.


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