Oltre il Novantesimo” di Felice Tommasone. Intervista a Saggese editori



Alla scoperta di “Oltre il Novantesimo” di Felice Tommasone

Cosa si è disposti a sacrificare per amore? A cosa si è disposti a rinunciare se sei la nuova stella del calcio?

Questo thriller storico ricorda storie di amori impossibili e difficili da coronare. Nasconde misfatti e segreti sepolti che cercano di emergere attraverso linguaggi diversi secondo i registri utilizzati.

I fatti narrativi sono raccontati secondo una visione dantesca di gironi e prove in modo ascensionale. Tutto appare in continua luce e ombra giocando su quello che è visibile per i lettori e quello che deve rimanere invisibile.

Il contesto storico e sociale sullo sfondo è ricco di resti disseminati dell’iconografia sovietica. Il paradiso e l’inferno sembrano sfiorarsi continuamente a partire dai campi di calcio dove si svolgono gli allenamenti calcistici.

Il mistero più grande che aumenta il senso di inquietudine nel romanzo è nascosto sulla collina di Alsou con il segreto più importante di tutta l’Ucraina. Sullo sfondo una Mosca imperiale, città elegante e dominante, eternamente caratterizzata da mille contraddizioni belliche e idealiste. Il punto di partenza è il calcio che diventa metafora esistenzialistica e ci ricorda sempre di non considerare mai un incontro concluso, qualsiasi sia la sua natura, se non ne viene ufficializzata la fine. Cosa rimane oltre il novantesimo? Dipende da noi.


- “Oltre il novantesimo” è la vostra ultima pubblicazione nonché eredità del professore Felice Tommasone, scrittore salernitano, autore dei romanzi come “La vita oltre l’incanto” e “Abissi”. Quando avete deciso di pubblicare il suo ultimo romanzo inedito?

Ciao Giusy, innanzitutto ti ringrazio per questa intervista e mando un abbraccio virtuale a tutti i lettori.

Abbiamo preso in considerazione l’idea di pubblicare l’ultimo romanzo del professore Felice Tommasone, soprattutto per l’amore da parte della sua famiglia e il bene incondizionato dei suoi alunni. Questo libro ha una storia piuttosto interessante alle spalle, in quanto dopo poco tempo dalla sua morte, i suoi genitori durante un backup di ripristino nel suo computer, trovarono questo testo inedito e successivamente decisero di affidarlo alla mia casa editrice.

Non ti nego che è un compito molto importante e difficile da portare avanti, considerando che questo è l’ultimo messaggio che il professore ci ha voluto lasciare.



- Il tema centrale di “Oltre il novantesimo” è prima di tutto l’amore. Non solo quello calcistico che domina la scena ma anche quello amoroso. Chi è Jurij Zaretskij e chi è destinato a diventare?

Sono fortemente convinto che l’amore in qualsiasi circostanza giochi un ruolo fondamentale nella nostra vita, in questo caso per Jurij Zaretskij lo spinge principalmente a realizzare i suoi sogni che lo porteranno a calpestare i campi più importanti l’Europa fino ad arrivare sul tetto del mondo. Chi è Jurij? È semplicemente un ragazzo con un bagaglio pieno di speranze che con la sua caparbietà e forza d’animo è destinato a diventare tra le persone più importanti di Europa riuscendo a sconfiggere tante dinamiche e difficoltà che incontrerà sul suo cammino.


- “Bisogna lottare fino all’ultimo per ottenere la vittoria” scrive Tommasone in questo libro. Non arrendersi mai e crederci fino in fondo appaiono i valori che l’autore vuole trasmettere. Cosa rappresenta questo libro per la famiglia dell’autore scomparso e cosa rappresenta per voi come casa editrice in termini di responsabilità narrativa, etica ed editoriale?

Pubblicare questo libro rappresenta un grandissimo senso di responsabilità, sia per me, piccolo editore e per la casa editrice che fondamentalmente ha poco meno di 2 anni, sia per tutti i miei collaboratori che hanno lavorato in sintonia con la coordinatrice della scuola Alfano I Gilda Ricci per l’editing di questo romanzo e la realizzazione della veste grafica.

Prima della pubblicazione, in fase contrattuale ho avuto modo di conoscere il papà di Felice Tommasone, che mi ha trasmesso dai suoi occhi l’importanza di questo libro e soprattutto l’idea di poter dar voce a Felice Tommasone ancora una volta tramite questo romanzo.


- Quanto sono importanti le donne in questa storia e quanto è centrale Larissa nello svolgimento dell’esistenza del giovane protagonista?

Larisa per Jurij è una sorta di Musa ispiratrice che lo aiuterà in tutto il suo percorso, soprattutto quando si ritroverà ad affrontare dinamiche scomode che potranno fortemente compromettergli la carriera.

Paradossalmente, anche il professore Felice Tommasone aveva due muse, di cui una era la professoressa Gilda Ricci e un’altra era la musa che rappresentava l’amore di cui non si seppe mai il nome. Appunto per questo viene delineata nel romanzo l’importanza della donna, che per il professore era al centro di tutto.



- Cosa vorreste comunicare ai lettori con questa vostra ultima pubblicazione?

Un po' come nella vita così come nel calcio nulla è perduto finché non c’è il fischio finale, e per i propri sogni e le proprie ambizioni bisogna saper combattere non fino al novantesimo ma oltre il novantesimo; perché la partita è ancora tutta da giocare.


-Vorreste condividere la vostra mission come casa editrice? Quali sono le vostre bussole e linee editoriali adottate?

La mission della casa editrice è dare la possibilità a giovani emergenti e di poter pubblicare un libro senza nessuna commissione da parte loro, principalmente perché come realtà siamo contro l’editoria a

pagamento. Le nostre linee editoriali si basano principalmente su collane dedicate a romanzi ed una collana dedicata a personaggi, fatti ed eventi che raccontano dinamiche di Salerno e provincia, creata con l’obiettivo di poter dare un’identità alla casa editrice.


- Cosa pensate del mercato editoriale attuale italiano e come progettate di muovervi? Sarete presenti alle prossime fiere nazionali del libro?

Purtroppo durante questa fase pandemica credo che il mercato editoriale abbia subito molte modifiche, alcune in positivo, altre meno. La nostra sfortuna è stata partire praticamente tre mesi prima di questo evento che ha stravolto le nostre vite e nonostante le difficoltà ci siamo dovuti reinventare per creare eventi on-line e soprattutto costruire nuove reti di comunicazione e di vendita per consentire ai tanti lettori di potersi affezionare ancora di più ai nostri lavori.

In merito alle fiere nazionali, stiamo valutando l’idea di partecipare il più possibile ad eventi che possano darci la possibilità di mostrare la passione e l’amore che abbiamo per la cultura, con la speranza che si possa ritornare a gioire insieme in momenti come quelli, che per noi piccoli editori possono rappresentare momenti importanti.


- Diteci aggettivi o parole chiavi per scegliervi come casa editrice da leggere.

Direi selettivi, costanti ma soprattutto sognatori.