O d'amarti o morire - di Francesca Guercio. Morire per un narcisista vale la pena?


"Alla fine comunque sono stanchissima. Anche se ho capito parecchie cose, compreso il fatto che potrei semplicemente decidere di saltare sulla sponda del fiume dove non arrivano le emozioni per risparmiarmi di provare questo senso di spossatezza, e mi sento appagata".

L'esordio di Francesca Guercio con il suo primo romanzo pubblicato da Polidoro Editore é ironico, riflessivo, originale e pungente. Un romanzo che si divora in poco tempo accompagnato da poesie scritte dall'autrice che affiancano un testo umoristico e divertente.

Ne vale la pena morire per un uomo narcisista?

Protagonista di questa storia é una donna che consumata da otto anni di relazioni con un uomo narcisista, decide di suicidarsi lanciandosi dal Grand Canyon durante la pausa pipì di un viaggio organizzato. Ma prima di finire in paradiso deve lasciare andare la colpa e il fardello che l'hanno spinta al gesto estremo e quindi rimanere vicino all'amante che l'ha fatta soffrire.


"La morte dunque, così come la vita, s'attraversa un po' come l'amore, la politica, le spiegazioni in coreano dei telefoni cellulari acquistati on-line che ti ritrovi a usare come fermacarte o le arringhe degli avvocati: senza capirci niente".

Vivere accanto a lui, invisibile come fosse un vero e proprio fantasma in stile Ghost (film del 1990), permettono alla nostra donna morta suicida per amore di realizzare il suo grande desiderio: stargli vicino sempre.

Questo pero' le consente di rendersi conto di quanto sia piccolo l'uomo di cui si é innamorata per tutti questi anni. Lui é un uomo costruito, con moglie e figlio al suo cospetto e un numero infinito di amanti giovani e mature che lo circondano. Non é colui che lei aveva costruito. Si é uccisa per un ideale che non é mai esistito, un uomo immaturo e senza sentimenti, arido e insignificante.

"Succede, ai narcisisti, di perdere l'integrità. Perché quella ferita che si portano dall'infanzia gli impedisce il contatto con l'essenza. O forse, peggio, gli nega la liceità di possederla, un'essenza. Ricoprire un rango, dire le cose giuste al momento giusto, guadagnare riconoscimenti privati e pubblici è l'unico modo che ha per conservare di se stesso un'immagine positiva. È rimasto bambino. Per questo, anche, probabilmente, non sa scegliere, non sa farsi carico delle eventuali conseguenze di un'azione e, in seguito, se pressato dalla richiesta di dare spiegazioni, di guardare in faccia qualcuno a cui ha inflitto una sofferenza, fugge".

Una volta raggiunta questa consapevolezza é finalmente libera di spiccare il volo verso il paradiso, finalmente leggera.

Francesca Guercio con sguardo tagliente e tante battute ironiche ricorda alle donne, in questo caso, di quanto sia facile rimanere ammaliate dall'ideale del narcisista. Ma ricorda, prima di tutto, che gli uomini appartenenti a questa categoria, non possono essere lontanamente definiti tali.

Sono uomini rimasti bambini, immaturi emotivamente con un ego troppo sviluppato per coprire le ferite che si portano dall'infanzia. Sono persone che hanno sofferto destinate all'infelicità e ad amare solo loro stessi. Insomma, l'autrice, ricorda a tutte le donne che non si deve morire per amore ne tanto meno per un amore così.

I narcisisti vanno evitati perché causano infelicità a chiunque orbiti nel loro sistema solare fortemente luminoso.

Francesca Guercio è Consulente Filosofica e Counselor Esistenziale e, con Federico Levy, ha fondato Eudaimonia studio per il benessere di persone e organizzazioni. È stata contrattista presso la lumsa e l’Università “Tor Vergata” in qualità di docente di materie letterarie; ha collaborato con l’Istituto di Studi Pirandelliani di Roma come redattrice di Ariel ed è autrice di saggi dedicati, tra gli altri, a Pirandello, Brancati, Goldoni. Attrice, regista e speaker si occupa di formazione dal 1999 e nel 2019 ha pubblicato il saggio Essere e non. Cura e sapere di sé attraverso le pratiche teatrali (Mimesis). Di Consulenza Filosofica ha scritto sul sito Benessere Italia 360, per l’Istituto di Scienze Umanistiche ed Esistenziali di Napoli e per il Centro Ricerche Noetiche con sedi in Italia e in Svizzera. O d’amarti o morire è il suo primo romanzo.