La donna gelata - di Annie Ernaux. La glaciazione dell'interiorità e del desiderio


"Una brava donna non dovrebbe restarsene tranquilla a casa assieme al marito e ai figli? Come se avessi potuto pormi domande del genere, io la consideravo perfetta. Attraverso di lei sapevo che la vita é fatta per tuffarcisi dentro, per godersela, e che nulla avrebbe potuto impedircelo".

Annie Ernaux, considerata un classico contemporaneo, torna nelle librerie italiane per L'Orma Editore con "La donna gelata" (febbraio 2021) con un nuovo quesito.

Come sappiamo, per gli esperti o per i neofiti della Ernaux, l'autrice é una famosa femminista ed erede di una grande come lei, Simone De Beauvoir, sia in termini stilistici sia per le tematiche affrontate.

In questo nuovo libro, a partire dalla sua esperienza di donna della provincia francese degli anni Quaranta fino agli anni della liberazione degli anni Settanta, scrive di quanto controversa sia l'educazione sociale, emotiva, sessuale e sentimentale di una donna.

"L'ideale asettico della donna sdolcinata mi si é sempre presentato, nel mio percorso, come associato alla borghesia, e se le sorti delle ragazze giudiziose mi parevano preferibili rispetto a quelle delle loro più avventate sorelle era solo perché le prime erano cinconfuse da un alone di sicurezza, di armonia".

Le scoperte e i tabù dell'infanzia, le passioni e gli ardori dell'adolescenza, gli anni indipendenti dell'università, riempiti di amori e di scelte per sfociare poi nei mille bivi della giovinezza convergono verso un'unica via: il matrimonio, la famiglia, la maternità.

L'influenza della sociologia é un aspetto dominante della sua narrazione in cui si mescolano richiami del passato autobiografico dell'autrice con riflessioni sul sistema sociale creando una combustione accesa tra le due discipline.


"Sono finiti senza che me ne accorgessi, i miei anni di apprendistato. Dopo arriva l'abitudine. Una somma di intimi rumori d'interno. macinacaffè, pentole, una professoressa sobria, la moglie di un quadro che per uscire si veste Cacharel o Rodier. Una donna gelata".

Dopo la nascita del primo figlio inizia lo squilibrio dei ruoli e delle mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre, rinunciando a sé stessa, alle sue ambizioni, alle sue aspettative, al suo tempo libero, in un parola alla sua libertà di essere. Annie Ernaux, nel momento in cui diventa moglie e madre, si trasforma in una donna gelata caratterizzata dalla glaciazione dell'interiorità e del desiderio.

Contro un sistema maschilista socialmente imposto, l'autrice racconta di quanto deve soffocare sé stessa per adempiere a regole a cui é sottoposta e che non ha scelto. Tutto diventa consuetudine, tutto diventa abitudine, tutto diventa rinuncia. A partire dalla propria esperienza e dalla propria maternità, racconta di quanto difficile sia la conciliazione tra casa e lavoro, tra famiglia e individualità.

Il sistema progetta l'educazione femminile per adempiere ad un'unica missione: la procreazione. Quando questa si scontra con i desideri e gli obbiettivi di una donna emancipata e colta, tutto diventa complesso da gestire.

Un libro meraviglio, intenso e poetico con una scrittura in grado di sanare ferite ancora aperte per la quale non é stata trovata soluzione o meglio una cultura dell'emancipazione da ruoli prefissati che dovrebbero ormai essere superati ancora coesistenti nella società contemporanea.



Annie Ernaux è nata il 1º settembre 1940 a Lillebonne, in Normandia, da una famiglia di modeste condizioni sociali. Due anni prima della sua nascita i genitori conosceranno il lutto della prima figlia, morta di difterite all'età di 6 anni. Annie trascorre l'infanzia e la giovinezza a Yvetot, dove i genitori, prima operai e poi piccoli commercianti, gestiscono un bar-drogheria. Dopo gli studi superiori all'Université de Rouen, ottiene l'abilitazione all'insegnamento e inizia la sua carriera di insegnante di lettere moderne in un liceo. L'umile provenienza della sua famiglia e il passaggio sociale all'universo "borghese" consentito ad Annie grazie all'istruzione ricevuta, rappresenteranno un'esperienza che inciderà profondamente sulla sua scrittura e sul suo impegno sociale e politico. Nel 1964 si sposa, ma il matrimonio, da cui nasceranno due figli, sarà destinato a durare pochi anni.

Negli anni Settanta milita nel movimento femminista e scrive articoli a sfondo politico su Le Monde.[el 1974 pubblica il suo primo romanzo, Gli Armadi vuoti. Il suo quarto romanzo, Il posto, vince il Premio Renaudot nel 1984.

Attraverso le sue opere racconta alcuni degli avvenimenti che hanno segnato la sua vita, come un aborto clandestino in L'evento (L'événement), una storia d'amore con un amante russo in Passione semplice, la morte di sua madre in Una vita di donna, il suo tumore in L'usage de la photo.

Nel 2000 si ritira dall'insegnamento e si dedica alla scrittura de Gli Anni (Les Années) che verrà pubblicato nel 2008 e riceverà diversi premi.[6] Nel 2011 esce alle stampe L'altra figlia, una lettera indirizzata alla sorella mai conosciuta, morta prima della sua nascita, e L'Atelier noir, che riunisce vari taccuini composti da note e riflessioni sulla scrittura. Nello stesso anno, Gallimard pubblica l'antologia Écrire la vie, che raccoglie la maggior parte dei suoi scritti autobiografici e un quaderno di cento pagine, composto da foto e brani inediti tratti dal suo diario.

Nell'aprile 2016 pubblica un nuovo racconto autobiografico, Memoria di ragazza (Mémoire de fille), in cui, quasi sessant'anni dopo, parla dell'estate 1958, in cui compì 18 anni e sperimentò il suo primo rapporto sessuale. Questa esperienza, avvenuta lontano da casa, mentre faceva l'animatrice in una colonia di vacanza, rimarrà per lei, come scrive nel libro, "il grande ricordo della vergogna, il più dettagliato, il più intrattabile di ogni altro."

Nel 2017 riceve il premio Marguerite Yourcenar alla carriera. Nel 2018 il premio Hemingway per la letteratura.






This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now