• Giusy Laganà

Libri da mettere assolutamente in valigia. Viaggi letterari spassionati sotto l'ombrellone!


Questo é il periodo dell'anno in cui si diventa matti per cercare il titolo giusto da portare sotto l'ombrellone o dopo una lunga passeggiata rinfrescante in montagna. Sul web e sui social esplodono post e consigli letterari degli ultimi casi editoriali oppure su quel libro che tanto aspettavamo di leggere.


Con questo articolo voglio proporre dei libri che ho trovato parecchio controcorrente. Titoli di spessore e di elevata qualità anche perché, diciamolo, il romanzetto qualunque si può rintracciare in qualsiasi Autogrill durante la prima sosta. Qui, invece, voglio fare una rapida carrellata di libri poco commerciali che cambieranno il vostro trend di letture estive (e non ve ne pentirete!).


Il primo titolo da mettere in valigia é assolutamente "Saro' breve" di Francesco Muzzopappa, pubblicato da Fazi.

Qui si parte col botto perché é un romanzo che vi farà ghignare dalla prima pagina. L'autore é noto per il suo umorismo tagliente, ironico e schietto. Francesco mi ha salvata da una vacanza anni fa e mi ha accusata,durante una sua presentazione, di avergli dato del pusher!

Ma tornando ai consigli estivi, avete mai pensato che la vita ci costringe spesso a non poter dire tutto quello che ci frulla nella testa? Bene, la morte libera da ogni vincolo.

Ennio Rovere é un morto che parla, un ricco imprenditore che arriva dal basso che, passo dopo passo, costruisce, dalla Lucania alla Brianza, un impero imprenditoriale degno di essere ricordato.

Una volta passato a miglior vita, Ennio decide di lasciare un testamento sui generis ad ogni membro della famiglia, cane compreso.

Nella sua vita non si é risparmiato nulla, tra amori passionali ed espansioni aziendali, ed é proprio per questo che i lasciati ai posteri non sono solo materiali ma nascondono consigli spassionati su come migliorare le esistenze di ciascuno. Perché si sa, ogni famiglia ha le sue e con affilata ironia, i fatti strani vengono raccontati scherzando su ogni aspetto grottesco. Ricordate Affari di Famiglia? Recuperate anche questo!

Venendo a noi, se volete un libro scritto bene da un autore che, come lui nessuno in circolazione, sia come penna sia come persona, leggetelo! Prendetevi una pausa degna di nota e fatevi due risate che vi faranno fare ginnastica dei muscoli facciali per tenervi in forma. Non voglio dilungarmi...sarò breve,leggetelo.


Dopo “Dente per dente” e "Heidi", Francesco Muzzopappa è tornato con un nuovo romanzo ancora più ironico. Ancora una volta la sua commedia ci permette di ridere tanto,e con eleganza ci offre un frammento della società di oggi, troppo vittima del soldo e del lavoro, in un mondo liquido, che finisce per dimenticare che la vita è una sola e che non si vive di solo lavoro, ma anche di emozioni e sensazioni in un mondo che non lascia neanche il tempo per fermarsi a riflettere.


Secondo consiglio estivo é "Animale" di Giuseppe Nibali (Italo Svevo). Ve lo ricordate il giovane Colapesce? Questa storia é un tuffo in una relazione paterna mancata e poco espressa. Un figlio che si riavvicina al padre in un letto d'ospedale.

Ricordi che affiorano, dolori che urlano per non essere più soffocati. Un libro intenso sul rapporto padre-figlio e su quanto spesso é catartico ricostruire. Lo scambio di ricordi e storie raccontate a bassa voce, quasi sussurrate, per dire a voce alta "io ci sono, sono qui".


Ecco di nuovo il buio, e Giuseppe si ritrova in mezzo alla nebbia di una pianura, e l’unica cosa che continua a vedere è l’albero, contro lo sfondo latteo, e sopra i rami vuoti sta un piccolo diamantino bianco con delle macchie scure, che lo guarda come gli avvoltoi guardano le carcasse. Tutto nella sua testa inizia a mischiarsi, suo padre, l’albero, l’ufficio, Nicoletta, il diamantino. Sente un forte dolore alla gamba destra, poi al collo, e la testa sta per esplodergli. Infine un’improvvisa sensazione di cadere nel vuoto, e Giuseppe si sveglia, confuso e impaurito.


Attraverso una prosa che ricerca l’esattezza della poesia, Nibali rappresenta due generazioni, confrontando le passioni dell’una e l’apatia dell’altra, due facce di uno stesso animale eternamente votato alla disfatta.

Perché metterlo in valigia? Perché le parole raccontate con una valenza metafisica rimandano a luoghi lontani ma avvicinano il lettore ai sentimenti di un figlio che ritrova il padre.

"Animale" é un libro di ritrovamenti e ricostruzione. Una storia sulla paternità che diventa un racconto sulle relazioni importanti che prima o poi tornano a bussare alla porta, nonostante le fughe e gli allontanamenti.


Il terzo consiglio é "Qualcosa di naturale" di Alex Ezra Fornari (Wojtek edizioni). Questo é un libro Punk dove le relazioni vanno e vengono, alcune rimangono perse per sempre. Un'esistenza allo sbando che non trova pace né riposo nel racconto a ritroso di una vita difficile da etichettare, complessa e ambigua. Prendersi tutto e tutti senza riuscire ad avere mai nulla.

Vivere senza afferrare in un costante cambiare i proprio orizzonti di vita. Una realtà giovanile cruda di chi insegue chimere senza sosta in una parcheggio grande e affollato che é la vita.

Quanto investiamo nelle relazioni importanti? Spesso tanto, spesso troppo poco. Racconti di vita che cercano di acchiappare l'esistenza stessa per custodirla e farla propria.


C'é sempre un momento in cui puoi decidere se entrare o andartene. Girare le spalle alla luce ed entrare nell'ombra. E spingerti avanti, fino a che quell'ombra diventa melassa densa. O catrame bollente. Più volte, nella vita, mi sono trovato dinanzi al bivio con le indicazioni vivere o morire. La vera vita impegna, perché la vera vita richiede atti.


Samuele é un leader insofferente e anarchico, vive amori e dolori in ogni fibra del corpo già alle elementari, dove capeggia una classe di disadattati. Adolescente, mentre fonda la band degli Haz Mat, nascono l’amore per Sara, l’amicizia per Dario, tragico figlio eroinomane della ricca borghesia del nord, e il desiderio per la fisicità ambigua di Dante. Avvolti nella nebbia padana, giovani punk accorrono ad apprendere un modo nuovo di stare al mondo. E mentre cresce scopre la "giusezza", una qualità fugace che cercherà nel sorriso di ogni donna.

Vent’anni dopo, la rivoluzione si è dissolta in un matrimonio che ha concesso a Samuele gli agi della ricchezza e imposto rituali di normalizzazione. La sua vita si trascina avvelenata fino alla separazione dalla moglie, un trauma che lo mette sulle tracce del passato. Samuele ritrova Dante, trasformatosi in guru di strada per giovani assetati di verità e, in una notte lunare, decide di seguirne le orme verso un orizzonte indeterminato.


Quarto consiglio é "La cronologia dell'acqua" di Lidia Yuknavitch (Nottetempo) Questo é un libro meraviglioso, consigliato da un libraio speciale come Antonello Saiz della Libreria Diari di bordo di Parma.


"La cronologia dell'acqua" di Lidia Yuknavitich é una storia vera, é la storia di Lidia. Il lungo racconto sugli abusi fisici subiti dall'autrice da parte del padre, trasformati in età adulta in dipendenze da alcool e droghe, matrimoni falliti, lutti e fallimenti che portano Lidia al totale smarrimento.

Tutto quello che sarebbe dovuta diventare finisce per annegare. Saranno le parole a riportarla alla vita, rinascendo ancora una volta dal suo elemento primordiale: l'acqua.

Nella lunga esistenza subacquea Lidia viveva la vita di una donna svalutata. Né moglie, né madre, né amante. La sua inadeguatezza annullava il suo essere trasformando ogni azione e parte di lei nel nulla.


Non é facile abbandonare un io per accogliere un altro. La libertà lascia cicatrici. Forse può uccidere. Almeno uno dei nostri io. Ma va bene. Ce ne sono altri. Quante volte moriamo? Le parole,come i sé, valgono la pena.


Il nuoto, il corpo che si perde e si ritrova nell’acqua, e la letteratura, il desiderio di scrivere senza compromessi, sono le uniche due certezze di Lidia. La cronologia dell’acqua è così la storia di una vita che “non segue alcun ordine. Gli avvenimenti non rispondono al rapporto di causa ed effetto come vorremmo. È tutta una serie di frammenti e ripetizioni e trame,” perché “questo condividono il linguaggio e l’acqua”. Tutto scorre, nelle parole come nelle corsie di una piscina, in questo romanzo che rinnova radicalmente la tradizione del memoir, raccontando senza ipocrisie il genere, la sessualità, l’abuso, l’elaborazione del lutto, il superamento della sofferenza. Lidia cresce con un padre violento e una madre incapace di proteggerla, in una famiglia che la condizionerà anche quando, proprio grazie a una borsa di studio per il nuoto, riuscirà ad allontanarsi. Colpita da una perdita straziante, si trova a fare i conti con un dolore estremo: Lidia reagisce, sbaglia, cerca nell’alcol e nel sesso una via di fuga, tocca il fondo, reagisce ancora, riprende a nuotare. Dentro la muove un desiderio di vita e di creazione – e attraverso incontri decisivi con autori come Ken Kesey e Kathy Acker prende forma il suo cammino di scrittrice. Il viaggio che Lidia affronta, e nel quale trascina con passione e levità struggente il lettore, è un viaggio di dipendenza e autodistruzione, e poi di sopravvivenza. Un viaggio che trova una conciliazione finale in un amore sincero, in un figlio che nuota felice anche se malissimo, e in un libro, questo, che testimonia una nuova profonda consapevolezza di sé nel proprio mondo.


Quali sono stati le fonti di ispi­razione dei classici della letteratura italiana? E il processo di scrittura, le trattative fra editore e autore, il lavoro di editing? Personaggi che rispondono ai nomi di Calvino, Vit­torini, Longanesi, Mondadori, Garzanti, Comisso, Montale, Cecchi, Debenedetti fanno la loro apparizione in "Numeri uno" di Gabriele Sabatini per Minimum Fax.

Buzzati, Pavese, Ginzburg, Morante, Lucentini, De Céspedes, Parise, Cassola sono gli scrittori protagonisti di questo libro. Autori che rappresentano la letteratura italiana, chiamati - accidentalmente o meno - a inaugurare alcune collane editoriali.

Dunque non é solo la storia minuziosa di alcuni importanti romanzi, rappresenta invece un affresco generale di un certo modo di fare editoria. Numeri uno é un breviario che ogni appassionato dovrebbe leggere anche solo per curiosità!


Ultimo consiglio estivo é "Dalla parte di lei" di Alba De Céspedes, autrice riscoperta nell'ultimo periodo, dimenticata dal mondo editoriale per molto tempo. Se volete leggere un giallo affascinante e femminista, la storia di un grande amore e di un grande delitto, questo é il libro giusto.

Narratrice e protagonista è Alessandra Corteggiani che in questo lungo memoriale rievoca le proprie vicende familiari e personali per raccontare – rigorosamente "dalla parte di lei" – la storia italiana degli anni a cavallo tra fascismo, Resistenza e ricostruzione. Spicca in particolare il personaggio della madre, suicida per amore, di cui la figlia rifiuta di ripetere il destino. Mandata dal padre presso i parenti in un remoto paesino dell'Abruzzo con la speranza che faccia suo il dovere della sottomissione, Alessandra cresce invece sempre più consapevole della "questione femminile" e determinata a ottenere per le donne lo stesso rispetto tributato abitualmente agli uomini.

Ad Alba De Céspedes é stato riconosciuto il valore, oltre a quello di essere stata un grande scrittrice, di aver ucciso, attraverso la letteratura, il mito di donna incarnata in Madame Bovary di Gustave Flaubert. Il finale spiazzante de "Dalla parte di lei", afferma la condizione della donna in modo totalmente differente rispetto al Bovarismo precedentemente diffuso che descrive la donna come vittima dei propri sentimenti verso l'universo maschile. Un modo diverso di guardare la donna, non come sottomessa all'uomo, ma come padrona delle proprie azioni.