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Infondate ragioni per credere all'amore - di Pina Bertoli

 

“Spesso mi sono accanita nel voler giudicare i comportamenti degli adulti con cui sono cresciuta: ora ho capito che giudicare serve a ben poco, meglio provare a capire.”

 

Sono a Bormio tra le montagne per spezzare gli impegni e rilassarmi prima delle tante agognate ferie estive al mare che si sa voleranno e passeranno come un treno ad alta velocità per ributtarmi, a settembre, nuovamente tra gli alti e bassi di una vita troppo frenetica. La montagna concilia la riflessione e in questi giorni ripenso al libro di Pina Bertoli finito quattro giorni fa. Pina è un’amica e autrice del blog “Il mestiere di leggere”. Un sito seguitissimo e molto apprezzato anche per le scelte di letture dell’autrice stessa. Un palato raffinato e la passione per la letteratura di una donna che dedica il suo tempo libero a questo mondo cosi difficile e immenso. Il suo libro “Infondate ragioni per credere all’amore” è uno dei dieci romanzi vincitori della settima edizione del Torneo Letterario online IoScrittore del gruppo GeMS- Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

È un libro complesso che inizia verso la metà degli anni cinquanta, in una Italia post conflitto, ma lanciatissima nella ripresa, anche se vittima dei paradigmi sociali: le classi, l’appartenenza politica, la borghesia dominante. Il punto di vista è alternato tra quello di Francesco e quello di Maria, i due protagonisti principali, per terminare con quello della loro figlia Diletta, il vero io narrante della storia. Tre voci cosi diverse che costruiranno un mondo nuovo insieme. Mi chiederete perché è un libro complesso? Perché si raccontata la storia di più vite intrecciate a quelle dei protagonisti. Una storia con dentro più storie di una famiglia, quella di Francesco e di suo padre chiamato “l’avvocato”. È la storia di una grande rinuncia all’amore solo perché dettata dal sentirsi inadeguati e non all’altezza. Perché Francesco è un ragazzo considerato quasi un reietto dalla sua famiglia: non vuole studiare, non vuole lavorare, pensa solo alla bella vita, è colpevole del suicidio di uno dei suoi migliori amici per una bravata adolescenziale. Tra gli amici mondani e di buona famiglia troppo attaccati al denaro, c’è Simonetta. La donna tanto amata da Francesco e tanto desiderata. Quando però viene mandato dal padre a lavorare sotto padrone in una tenuta agricola, Francesco non ha il coraggio di affrontare questa umiliazione punitiva e sparisce da Simonetta senza troppe spiegazioni, lasciandosi alle spalle questo amore cosi fresco oltre i dettami borghesi. Francesco conosce però Maria, una ragazza sfacciata e sicura di sé della classe operaia, dopo che il suo amico Giuliano, da buon vigliacco, mette incinta la sua amica, nonostante un fidanzamento ufficiale. Maria è diversa, offre a Francesco una seconda opportunità mettendosi alle spalle l’educazione dittatoriale di suo padre, la vita mondana, l’importanza di un cognome come il suo. E quando Francesco decide di sposarla, la sua famiglia lo rinnega per sempre. Perché per essere ripudiato per sempre dalla sua famiglia manca solo il matrimonio con una operaia. Qui inizia la seconda vita di Francesco. Una stanza in affitto con Maria, un lavoro pesante che dura per poco tempo, i tradimenti con altre donne, gli stenti, la povertà e infine l’arrivo della loro figlia Diletta. Una vita che però non soddisfa Francesco e quando sembra raggiungere un po’ di serenità nonostante le mille difficoltà, arriva la sua malattia. Qui però Maria è costretta, con una figlia piccola e sola con il suo stipendio, a richiedere l’aiuto della famiglia di Francesco. Una famiglia che non hai mai voluto conoscere né lei né la loro figlia. Una famiglia che guarda dall’alto in basso Maria e la sua provenienza. La morte della madre, conduce Francesco nel mare profondo dove il senso di inferiorità e inadeguatezza lo consuma sino a rinnegare sua moglie e sua figlia. Le sorprese però non finiscono qua. Il libro è ricco di colpi di scena. Perché dopo che supererà la malattia e i tradimenti, dopo essere stato di nuovo accettato dalla sua famiglia, Francesco rincontrerà Simonetta. Perché se un amore è destinato a durare, è destinato a essere vissuto, prima o poi busserà di nuovo a quel portone socchiuso per metà. Il resto dovrete leggerlo da voi. La storia non è autobiografica, ma vera, cruda, dolorosa per certi versi, è reale. È una lettura ricca di insegnamenti, di schiaffi al lettore, perché non ci si annoia mai, i colpi di scena sono alla pagina successiva. Ad un certo punto sarete assetati di sapere come finirà questa difficile storia di vita. I casini, le difficoltà, le insicurezze, i tormenti sono i veri protagonisti di questo libro che racconta la vita, racconta la precarietà dell’esistenza umana. Racconta che prima di giudicare la vita degli altri, bisognerebbe viverla sulla propria pelle, per essere meno categorici e per capire che non siamo tutti uguali. Ciascuno ha le proprie ambizioni, ciascuno ha i propri demoni.

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