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  • Giusy Laganà

Nessuna come lei - di Sara De Simone, una stranissima sensazione di eco



"C’era qualcosa di prude in lei, almeno all’inizio, nei primi contatti: un moralismo preliminare, senz’altro una resistenza a lasciarsi toccare da qualcosa che la turbava e, pure, la incuriosiva"

La scrittrice Sara De Simone, vicepresidente dell’Italian Virginia Woolf Society e traduttrice, insieme a Nadia Fusini, del carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West, torna il libreria con un nuovo libro che approfondisce il legame di amicizia tra Katherine Mansfield e Virginia Woolf, nel centenario della morte di Katherine Mansfield.


Nessuna come lei di Sara De Simone é un inno all'amicizia singolare e piena di originalità tra Katherine Mansfield (14 ottobre 1888, Wellington, Nuova Zelanda- 9 gennaio 1923, Fontainebleau, Francia) e Virginia Woolf (25 gennaio 1882, Kensington, Londra, Regno Unito- 28 marzo 1941, Lewes, Regno Unito).

Una strana coppia con tante cose in comune, con un legame durato tutto una vita. Condividevano gusti letterari e artistici, erano appasionate di cinema e furono fondamentali l'una per l'altra per influenzare le loro opere e il loro stile. Anche da un punto di vista privato, condividevano molte esperienze come la malattia, una salute fragile, avevano perso un fratello amatissimo. Conoscevano gli sguardi inopportuni, il dolore fisico e psichico, la vulnerabilità umana. Si scontravano entrambe con l'ottusità e la banalità comune. Ma cosa più importante era che sapevano che essere donne ed essere malate non era uguale a essere uomini ed essere malati. Due donne che scrivevano non godevano della stessa facilità degli uomini intellettuali del tempo.


«Entrambe mettevano la letteratura al primo posto. E questa non era un’affinità come un’altra: era tutto. Era come essere partecipi di un rito segreto, come camminare sulle stesse zolle di terra incandescente, dove nessun altro osava avventurarsi».


Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi. Nel periodo fra le due guerre fu componente del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell'ambiente letterario londinese.

Le sue opere più famose comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929); in quest'ultima opera compare la celebre citazione: «Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi.»

I suoi lavori sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue. Tra i suoi traduttori si annoverano Jorge Luis Borges, Marguerite Yourcenar, Giulia Niccolai, Cristina Campo e Nadia Fusini.


Katherine Mansfiel nacque col nome di Kathleen Mansfield Beauchamp in una famiglia benestante che viveva a Thorndon, sulla Tinakori Road, un sobborgo di Wellington, in Nuova Zelanda. Terza dei figli, fu cresciuta dai genitori e dall'amata nonna, iniziò la scuola a Karari assieme alle sorelle prima di frequentare il Wellington Girl's College. Le ragazze Beauchamp poi si iscrissero alla Fitzherbert Terrace School, dove esse divennero amiche con Maata Mahupuku, che divenne una musa per le sue prime prove di scrittura, e con la quale, pare, abbia intrecciato un'appassionata relazione.

Cugina prima di Elizabeth von Arnim, pubblicò i primi racconti nel giornale del liceo locale tra il 1898 e il 1899 modificando il proprio nome in Katherine Mansfield. Si trasferì a Londra nel 1902 dove frequentò il Queen's College. Violoncellista di talento, viaggiò in Europa, specialmente in Belgio e Germania, prima di tornare in Nuova Zelanda nel 1906. Stanca dello stile di vita provinciale della Nuova Zelanda, ritornerà a Londra due anni più tardi.


Katherine Mansfield è nota soprattutto come autrice di racconti brevi, che iniziò a scrivere fra il 1906 e il 1908. A Londra condusse una vita piuttosto sregolata, legandosi sentimentalmente ad almeno due donne, Maata Mahupuku e Edith Kathleen Bendall. Nel 1909, dopo un frettoloso matrimonio non consumato con George Bowden, maestro di canto, fu spedita dalla madre nella stazione termale di Bad Wörishofen in Baviera. Nel corso del soggiorno bavarese, tuttavia, lesse per la prima volta Anton Čechov, scrittore che avrà su di lei un impatto significativo.


Nel 1911, Katherine pubblicò la prima raccolta di racconti, In a German Pension (da lei poi descritta come "immatura") e venne in contatto con scrittori a lei contemporanei come David Herbert Lawrence, Virginia Woolf appunto, e Lady Ottoline Morrell, mecenate vicina al Bloomsbury Group. Sempre nel 1911 conobbe il critico John Middleton Murry, che sposerà nel 1918 (anche se dopo la guerra ebbe una relazione con la giornalista Beatrice Hastings), stesso anno della pubblicazione di Prelude per la Hogarth Press.

Dopo aver contratto la tubercolosi nel 1917, inizia a trascorrere gli inverni all'estero, soprattutto in Francia e in Italia, senza trarne particolare giovamento. Dal 1919 la sua produzione si arricchisce di un gran numero di recensioni, commissionatele dal marito Murry, nel frattempo diventato editor della rivista Athenaeum.

Due raccolte di racconti la consacrarono una delle voci più originali del Modernismo, Bliss (1920) e The Garden Party (1922).


Katherine Mansfield, detta anche Lili Heron, Elizabeth Stanley, Julian Mark, Boris Petrovsky, Matilda Berry: tutti nomi con cui è solita firmare i suoi racconti e poesie. Lytton Strachey, l’eccentrico scrittore del circolo di Bloomsbury, la trova «decisamente interessante», Bertrand Russell la definisce «una mente brillante», per Leonard Woolf è «straordinariamente divertente». L’unica che sembra non subire il suo fascino è proprio Virginia Woolf. «Mi tampina da tre anni» dice con aria snob, a proposito di quella «straniera» che arriva dalle colonie, indossa gonne corte e intona black spirituals accompagnandosi con la chitarra. Ma è questione di pochi mesi: nonostante le iniziali resistenze, qualcosa di misterioso e intenso scatta fra le due scrittrici, qualcosa che le uní a tal punto da fare di Katherine

"Non erano necessari filtri, formulazioni o alterazioni del pensiero: parlare di scrittura con Katherine era come parlare con sé stessa, come sconvolgere un ragionamento a voce alta"

Quella donna che ne aveva fatte di tutti i colori, con un morso vorace nella vita, dalla personalità impetuosa, che aveva vissuto da artista, aveva viaggiato per tutta Europa dormendo in squallidi alberghi e, da figlia di un grande uomo d'affari, aveva rinunciato alla sua ricchezza per essere libera e inseguire i propri sogni. Tutto questo, aveva colpito Virginia, cresciuta sotto la campana di vetro della borghesia inglese, senza poter accedere all'università, al contrario dei suoi fratelli, accontentandosi della formazione di autodidatta attraverso la biblioteca paterna. E seppure, alcuni aspetti di Katherine la turbavano, come la sua promiscuità, lo squallore che aveva toccato con mano, la sua audacia continua sorprendeva Virginia. Lei era tutto quello che non era potuta essere e vivere.

Katherine Mansfiled é stata una donna piena di vita, di fantasia e di talento. Le sue innumerevoli avventure fecero colpo su Virginia Woolf: la fecero ridere, la fecero inorridire e la lasciarono spesso senza parole, nonostante il suo iniziale distacco. VW non si apri' facilmente all'amicizia con KM, tanto da assumere atteggiamenti fraintesi come distaccati e snob. In realtà la Woolf amava studiare da lontano le persone che tendevano ad ammaliarla e a incuriosirla.

"Virginia volava alto: questo le consentiva di vedere più cose, di cogliere dettagli invisibili, che soltanto una visione d'insieme, da sopra, poteva resituire"

Katherina, dal canto suo, era rimasta colpita da una donna austera come Virginia per le sue qualità opposte, e al tempo stesso complementari alle sue. Rimase affascinata dalla sua bellezza e dal suo fascino lunare, dalle sue mani bianche e dai suoi occhi grandi.

Le due si compresero, pur senza conoscere molto del loro reciproco passato. Katherine non conosceva il passato di Virginia, i suoi lutti precoci, le violenze subite dai fratelli, i crolli psichici. Aveva solo intuito le corde fragili di una creatura che appariva misteriosa con un animo sensibile e sofferto, oscillante tra il buio e la luce. Entrambe si trovarono "strane", ma riconobbero nell'altra una qualità straordinaria di una mente sopraffina, per quanto insolita e tumultuosa, dotata di un fascino unico. L'arguta volgarità di Katherine procurava disagio e al tempo stesso attrazione per Virginia, spesso troppo ingessata, ingenua e goffa ai suoi stessi occhi.

Il legame di amicizia fu solido e appassionato. Entrambe furono risconosciute dagli intellettuali come le principali scrittrici note del tempo e questo comporto' spesso rivalità e competizione. Nonostante questo, si scrissero e si incontrarono quando possibile, perché la loro somiglianza e la loro complementarità le univa più che mai, specie dal punto di vista letterario, combattendo insieme dinnazi ad una società maschile ricca di pregiudizi e soffiti di vetro.


C'è un passaggio, all'interno di Una stanza tutta per sé, in cui Virginia inventa l'esistenza di una scrittrice, Mary Carmichael, e del suo romanzo, L'avventura della vita. Le protagoniste di questo romanzo che non esiste, scrive Sara De Simone, servono a Virginia per parlare di scrittura e di personaggi femminili in maniera ironica e provocatoria. Quello che VW scrisse su Chloe e Olivia, alle soglie degli anni Trenta, non vale solo per i romanzi, ma per ogni storia, in primis quella della sua amicizia con KM: due scrittrici in una stanza dove conversano di libri e letteratura, si guardano negli occhi, alle volte in accordo e altre in disaccordo, si temono, si ammirano e sono amiche.


Sara De Simone ha conseguito un dottorato di ricerca in Letterature comparate alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha tradotto, con Nadia Fusini, “Scrivi sempre a mezzanotte”, il carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West (Donzelli, 2019). È vicepresidente dell'Italian Virginia Woolf Society. Ha scritto “Nessuna come lei. Katherine Mansfield e Virginia Woolf: storia di un’amicizia” (Neri Pozza, 2023).

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