Intervista a Pulpette - Il ritorno dei vivi morenti


"Stanno ritornando. Molti di loro sono già ritornati. Fuori dai cunicoli invasi di veleno, come torme di ratti a riaffollare bar, piazze, uffici, aule e saloni di bellezza. Tamponati, vaccinati, immunizzati e pervasi da una strepitosa voglia di vivere, sono pronti a tornare alle loro morti quotidiane. La stroboscopia zonale – rosso, arancione, giallo, bianco e poi da capo o in ordine sparso – continua a essere proiettata ministerialmente sui loro visi sempre più cinerei, intanto che abbronzatissimi imprenditori s’apprestano a crivellare le spiagge di ombrelloni.

È tempo di scordare. È tempo di gioire. Un fiore per i caduti e un altro per la mia bella: “Non temere! Torno in licenza dal fronte dimenticato. Tu prenota le vacanze, amore mio!” Tutto sta per cambiare. Nulla sta per mutare: ecco il ritorno dei vivi morenti!"


In occasione dell’uscita del secondo volume di Pulpette, rivista di racconti Pulp e altre frattaglie, fondata da Nazareno Loise e Giovanni Canadè, vogliamo conoscere più da vicino questa realtà editoriale.

Sappiamo che la rivista si propone di riprendere la tradizione del pulp magazine, specie quella americana, mescolando noir, horror e fantasy e ciò che vi è di più crudele e sporco nella natura umana.


- Quando nasce Pulpette e perché avete deciso di portare avanti questo genere narrativo in Italia?

CANADÈ: L'idea della rivista nasce nel 2018, durante una fiera del fumetto, da una considerazione semiseria di Nazareno Loise sul perché non ci fossero, in Italia, delle riviste dedicate ai racconti e per di più disponibili a un prezzo popolare, così come è possibile trovare in edicola fumetti a prezzi del tutto accessibili. La prima idea è nata dunque in quell'occasione, pensando a quello che più ci avrebbe divertito: una rivista di racconti di genere, tutti inediti, ispirata alle vecchie pulp magazines americane dei primi del Novecento.


LOISE: Questa è la causa prossima. Quella remota, invece, si è costruita in itinere, nel consolidamento progressivo dell'amore e dell'interesse nei confronti degli aberranti personaggi dei racconti pulpettiani. Sia chiaro: il rapporto di simpatia instauratosi con i nostri assassini, i nostri balordi e le nostre orride creature va nella direzione di una rivalutazione e di una più profonda riconsiderazione di ciò che essi rappresentano: la mostruosità. Questa condizione, storicamente posta agli antipodi rispetto ai ben più largamente condivisi valori di bellezza, di integrità e di perfezione formale e morale, ha una sua lunghissima tradizione e necessita, in questi tempi meschinamente mostruosi, un consapevole approfondimento, non soltanto artistico. In altri termini, Pulpette è lo strumento attraverso il quale i mostri, estromessi dalla civiltà, tornano a parlare agli uomini e alla letteratura. Anzi, a gridare. A gridare vendetta.


- Che generi di racconti ospita “Il ritorno dei vivi morenti”, secondo volume della rivista e quali, a questo giro, sono i contesti che i lettori potranno scoprire?

Loise.: Il volume 2 – sebbene sia il terzo in ordine di uscita, dopo i numeri 0 e 1 – allarga il contesto pulp, che sappiamo essere vasto e ondivago, e accoglie nel suo lercio ventre sette racconti.

Un'orrida vendetta operaia, un soliloquio preagonico sulle nevrosi psicofisiche, un violento giro in macchina notturno, una paradossale storia attraverso il tubo catodico, una burrascosa avventura di malavita fra bossoli e ritorsioni, la consueta dose di “vero” orrore caravettiana e una storia di degrado e sodomia firmata dall'eterna Alda Teodorani.


- Sappiamo che nel primo volume hanno esordito autori di racconti come Elena Giorgiana Mirabelli (Ted, il primo), Nazareno Loise (Bidza), Francesco Caravetta (La famiglia omicidi), Francesco Corigliano (Il terzo piatto) e Pietropaolo Morrone (I pulitori). La rubrica Cinema delle pulpette, dedicata al film Il seme della follia, è scritta da Giovanni Canadè. Chi sono gli autori della nuova uscita?

Canadè.: Quello che hai descritto è il contenuto del numero zero della rivista. Ci tengo a nominare anche gli autori del vol.1 – Gli idioti dell'orrore: Andrea Russo (Il regalo), Mariano Rose (Il sogno di Alarico), Francesco Caravetta (L'orco di Mendicino), Erman Petrescu, pseudonimo di Giovanni Canadè (Rapina a piedi nudi) e Nino G. D'Attis (Ti perdono tutto); mentre la rubrica finale,

sempre di Giovanni Canadè, presenta un romanzo di Charles Bukowski, “Pulp”, dedicato proprio a questo genere e alla “cattiva scrittura”.

Gli autori di questo nuovo numero, vol. 2 – Il ritorno dei vivi morenti, sono: Antonio Serra (Malviventi), Jacopo Zonca (L'ultima giornata di sciopero), Sonia Medaglia (Scatole magike), Francesco Caravetta (La strega santa), Lisa Rovo (L'ipocondriaca), Davide Cerreja Fus (Macerie), e in più abbiamo un'ospite speciale, la grandissima Alda Teodorani con la ripubblicazione di un suo racconto degli anni novanta, “Questa sì che è vita”, un racconto veloce e crudele come una lama nella carne. In questo nuovo volume, come noterete, abbiamo aumentato le pagine e i racconti.


- Pulpette sarà disponibile in libreria, in edicole scelte e sul sito dell’editore www.edizionierranti.org. Che realtà è Erranti? Quando nasce? Quali sono i suoi principi?

Canadè: Edizioni Erranti è una casa editrice indipendente, nata a Cosenza nel 2005, da subito impegnata nel sociale attraverso il sostegno ad associazioni e realtà che operano nell’ambito

culturale. I principi base di Edizioni Erranti sono l'antifascismo e l'antirazzismo. La produzione libraria inizia dall’esperienza maturata nel giornalismo sportivo, e poi si allarga ad altri settori quale la narrativa, la poesia, la saggistica e la fumettistica. L’idea di base della casa editrice si fonda sulla libera circolazione del sapere, lontano da ogni logica di mercificazione della cultura che è l’essenza stessa della vita. Giovani autori, pensatori liberi ed indipendenti trovano rifugio, spazio ed opportunità per diffondere il loro pensiero senza vincoli e restrizioni di sorta. Edizioni Erranti punta da sempre su chiunque abbia qualcosa di concreto e interessante da dire. Come dicevi, oltre che sul sito dell'editore, la nostra rivista sarà disponibile in librerie e in edicole scelte. Per conoscerle basterà seguirci sui nostri canali social e sul nostro blog https://pulpetterivista.blogspot.com



- Nel primo volume, come un tornado di sangue e proiettili, il pulp sta per abbattersi su Cosenza. In questo nuovo volume vi è il ritorno dei vivi morenti. Chi sono? Quanta paura fanno?

Loise.: Per capire chi sono i vivi morenti basta farsi un giro per strada, entrare in un bar, sintonizzarsi su un telegiornale qualsiasi o barcamenarsi fra le social-piazze. Sono terrificanti e sono in tantissimi. Sono loro il volto più prosaico dell'orrore.


- Quali sono i vostri ideali letterari, cinematografici e musicali?

Canadè.: L'argomento è vasto e proprio per questo abbiamo voluto inserire all'interno di ogni numero una rubrica che delineasse i nostri gusti pulp, in cui abbiamo parlato di un film di culto come “Il seme della follia” di John Carpenter che riscrive le storie di Lovecraft tra incubo e realtà, oppure abbiamo parlato di un romanzo come “Pulp” di Charles Bukowski, dichiarato omaggio a quella “cattiva scrittura” che ci sollazza, cioè alle “storiacce” di soldi e sesso disponibili per pochi spicci. Parleremo poi di altri titoli per noi insostituibili, come, per citare un album musicale, il meraviglioso Murder Ballads di Nick Cave in cui delirio e morte cantano a braccetto. E ancora altro. Insomma, il pulp non è solo Quentin Tarantino...


Loise: Il meno ferrato in materia pulp tra i due curatori della rivista si compenetra di mostruosità mitologica, teogonica e primigenia, gode intimamente nell'assistere alle prodezze titaniche di Godzilla e Kong e non ascolta musica metal.


- Per la prima volta su Pulpette ci sarà la Regina del pulp italiano Alda Teodorani, con un racconto tanto breve quanto letale. A completare questa terza vivida autopsia, la rubrica di Giovanni Canadè, con la doppia recensione letteraria di un grande classico del pulp e di una nuova, fresca, pulsante opera.

Canadè: Come dicevamo prima, siamo onorati di ospitare il racconto di una scrittrice tra le più importanti del panorama italiano. Alda Teodorani è stata ed è ancora un mito per noi curatori e averla nel nostro volume ci riempie di profondo orgoglio. Oltretutto Alda è di una rara modestia e profonda disponibilità. Un persona bellissima che ha preso subito in simpatia la nostra rivista, tanto che la nostra prima uscita pubblica la dobbiamo proprio a una sua video intervista nell'estate dello scorso anno. Per questo non smetteremo mai di ringraziarla.

La rubrica finale anche questa volta è dedicata ai libri, con il ricordo di un romanzo pulp a base di sesso e vampiri come “Ragazze vive” di Ray Garton, che in Italia non viene ristampato da qualche anno ma che crediamo vada riletto, e la presentazione di una interessante trilogia di Federica Filzi, dedicata ai viaggi nel tempo, dal titolo “Oltre la nebbia”.


- Quanta Calabria rimane tra le pagine di questi racconti o della rivista in generale?

Loise: Cosenza è il vero e proprio Antinferno di ogni numero. Le copertine di Pulpette mettono sempre il “Bruzio suolo” in brutta mostra. Sul numero zero spadroneggia il nostro mostro tutelare, il Kraten, creato da Ivan Pezzullo e ridestatosi dal letto del Crati dopo secoli di oziosità – forse, perché oltraggiato dalla costruzione del Ponte di Calatrava. La copertina del numero uno, disegnata per noi da Dario Bernardini, vede, invece, un immane mostro femminino sconquassare piazza XV Marzo sotto l'occhio

impassibile di un Telesio sinceramente concorde con la volontà di devastazione. Il numero in uscita – la cui copertina è curata da Elena Artese, già curatrice dei nostri loghi - ci propone la distruzione di Piazza Bilotti - altro reale orrore cosentino - ad opera di un apocalittico mostro riemerso dalle viscere bruzie

perché, molto probabilmente, disturbato nel suo eterno sonno dalle continue eviscerazioni ctonie operate dalle istituzioni cittadine.

La Calabria, inoltre, vive – o muore, fate voi - in ogni numero nelle storie di Francesco Caravetta, occulto riscopritore di vecchie e reali atrocità accadute tra il XIX e il XX secolo nella provincia cosentina. Ogni altro cascame di Cosenza e di Calabria se lo trovino i nostri accorati lettori.


- Quali sono i requisiti per poter inviare un racconto inedito alla vostra redazione e che generi di profili cercate?

Loise: Come già detto, il pulp è una macrocategoria narrativa che accoglie nel suo marcio seno vari sottogeneri: il pulp stricto sensu, l'horror, la fantascienza, il fantasy, il noir, il poliziesco, il western e chi meno ne ha più ne metta. La Redazione di Pulpette accoglie ogni tipo di racconto riconducibile a tale macro categoria e, anzi, esorta gli aspiranti sodali a inviare racconti afferenti a tutti i sottogeneri sopraelencati. I requisiti sono pochi, ma sacrosanti: qualità, acconcia aberrazione e quel qualcosa di

sovra narrativo che non può essere suggerito. Non cerchiamo profili: soltanto cadaveri.


Per leggere i racconti e avere la rivista visitate lo store del sito della nostra casa editrice "Edizioni Erranti": http://www.edizionierranti.org/site/