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Attraverso l’onda lunga: il mondo visto dagli occhi di Blues - di Mariano Rose


Leggere L’onda lunga di Mariano Rose è stata un’esperienza intensa e sorprendente, una di quelle letture che non si limitano a raccontarti una storia, ma ti costringono a guardare il mondo da prospettive insolite e a interrogarti su ciò che davvero conta. Fin dalle prime pagine, la voce narrante – Blues, una balena parlante – cattura l’attenzione per la sua originalità e per la profondità con cui osserva l’umanità. La scelta di una balena come protagonista potrebbe sembrare un espediente fantasioso, e invece diventa subito una lente critica e poetica attraverso cui Mariano Rose esplora temi universali: la fragilità della vita, l’impatto delle nostre azioni sul pianeta, le contraddizioni della società contemporanea e la complessità dei rapporti umani.


Blues, salvata da un tentativo di suicidio nel 2019, attraversa un percorso straordinario: diventa celebrità globale, simbolo mediatico, testimonial ambientalista e persino frontman di una band. Ma la sua storia non è mai solo spettacolo o fantasia. La balena che parla diventa specchio dell’umanità, capace di far emergere con ironia e malinconia le nostre incoerenze e le nostre contraddizioni. Come lettrice, mi sono trovata spesso a ridere e nello stesso tempo a riflettere amaramente sul modo in cui il mondo guarda alla natura e alla vita. È un gioco di prospettive che Mariano Rose gestisce con grande maestria: Blues non è solo un personaggio, è un mezzo per esplorare le nostre paure, i nostri errori, le nostre illusioni.


Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è il modo in cui intreccia fantasia e realtà. Non si tratta di una distopia nel senso classico, ma di una narrazione che mescola la cronaca contemporanea, la politica, la cultura pop e le crisi ambientali con elementi surreali e poetici. Gli eventi raccontati da Blues attraversano decenni, dalla realtà recente al futuro prossimo del 2049, creando un affresco coerente ma al tempo stesso sorprendente. L’onda lunga del titolo non è solo quella della balena, ma è anche metafora delle conseguenze delle nostre azioni: ogni scelta, ogni comportamento, lascia un segno che può propagarsi ben oltre ciò che immaginiamo.


La scrittura di Rose è sorprendentemente efficace: capace di essere leggera e al tempo stesso profonda, ironica ma mai superficiale. Le riflessioni di Blues oscillano tra cinismo e vulnerabilità, tra lucidità e commozione, creando un ritmo narrativo che scorre con naturalezza nonostante la complessità dei temi trattati. Ogni frase ha peso e funzione, ogni episodio costruisce un mosaico più grande, e il risultato è un romanzo che si legge con piacere ma che continua a stimolare riflessioni anche dopo la chiusura del libro.


Ciò che rende L’onda lunga davvero speciale, secondo me, è la capacità di Mariano Rose di unire intrattenimento e profondità morale. Non è solo una storia divertente e originale: è un invito a interrogarsi sul nostro rapporto con la natura, sulla responsabilità individuale e collettiva, sulla condizione umana e sulle conseguenze delle nostre scelte. La balena Blues diventa così una guida inattesa, capace di farci vedere ciò che spesso ci sfugge, di farci sentire la fragilità del nostro pianeta e del nostro tempo.


Come lettrice, ho apprezzato anche la capacità del romanzo di alternare toni diversi senza perdere coerenza: ci sono momenti di leggerezza, ironia e comicità; momenti di riflessione profonda e dolore; momenti di stupore e meraviglia. Questo equilibrio rende la lettura sorprendente e avvincente, e allo stesso tempo lascia spazio all’emozione e alla meditazione personale.


L’onda lunga è, in definitiva, una lettura che consiglio a chi cerca qualcosa di originale e stimolante, a chi ama le storie che non si limitano a intrattenere ma che interrogano, emozionano e lasciano un segno. Mariano Rose scrive con una voce unica, capace di sorprendere, divertire e commuovere, e il risultato è un libro che continua a vibrare dentro di te molto tempo dopo averlo chiuso. È un invito a guardare il mondo da un’altra prospettiva, a riflettere sulle nostre responsabilità e a lasciarsi sorprendere dalla magia della narrazione.


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