Uno dei migliori libri letti del 2019 "L'anno in cui imparai a leggere" - di Marco Mar


"L'abitudine. Noi adulti tendiamo a incasellarla nelle nostre esistenze come noioso sintomo del bisogno di un cambiamento, ma per i bambini é tutto. Per loro sapere di passare giorni identici l'uno dietro l'altro é l'essenza della vita. La speranza più grande. Tornare a casa e trovare le stesse merendine, guardare sempre lo stesso cartone animato, riderne e appassionarsi nella medesima maniera. Addormentarsi la sera con le stesse persone".


Posso definirlo uno dei libri più belli del 2019 perché conclusa l'ultima pagina l'emozione e la commozione hanno preso il sopravvento. Non é facile oramai trovare un libro che ti scatena qualcosa e che ti fa provare emozioni vere. Quando ne leggi tanti arrivi a capire che non tutti, purtroppo, hanno il cosiddetto "X Factor".

Non avevo mai letto Marsullo, classe 1985. Questo giovane autore ha esordito per Einaudi Stile Libero nel 2013 con Atletico Minaccia Football Club. Nel 2014 ha pubblicato L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache; nel 2015 con I miei genitori non hanno figli e nel 2018 con Due come loro.

Nel 2019 scala le classifiche con L'anno in cui imparai a leggere, riuscendo ancora una volta fare breccia nei cuore dei lettori.


La famiglia torna ad essere protagonista e ci insegna che non esistono confini o legami di sangue. L'amore può nascere e crescere anche dove mai ci sarebbe stata una scommessa. E solo attraverso questo si può andare avanti.


"Le famiglie sono una trappola a cui nessuno di noi più rinunciare. Le famiglie si distruggono, spaccano le vite a metà, si ricostituiscono. Si autogenerano senza che ce ne accorgiamo, sono un sistema istintivo di sopravvivenza.

Tutti ne abbiamo bisogno e tutti ne siamo soffocati".


Perché come insegna in questo libro niente é più spericolato dell'amore. Sopratutto dell'amore per un bambino.

Un giovane venticinquenne, Niccolò, dopo il suo esordio letterario, é vittima della sindrome da pagine bianca. Ha perso di vista i suoi veri obbiettivi e la sua routine é diventata la vita con Simona, la sua inquieta fidanzata, divisa con il figlio di lei, Lorenzo. Quando Simona gli comunica che mancherà da casa molte settimane per riprendersi la sua vita e riscoprire la sua passione per il teatro, Niccolò non si tira indietro per badare a Lorenzo. Ma lui é giovane e non ha mai fatto da padre a nessuno.


"Chi pensa che per i bambini l'amore non sia una faccenda seria, non ha mai notato come si guardano tra loro i bimbi che si amano. Quel cataclisma di eccitazione, attesa, felicità immotivate nel riuscire a prendere il proprio giubbotto nell'attimo esatto in cui l'altra fa lo stesso. Dividere un solo istante, a fronte di tutto il resto, sperando che si ripeta identico il giorno seguente".


Qui Niccolò riscopre la bellezza e semplicità dell'infanzia, ma ritrova anche un sentimento che aveva dimenticato in fondo: l'amore, quello spontaneo e ingenuo di un legame che non può essere sostituito da nessuna passione o da nessuna donna. E allora cos'è la famiglia? Tutto si complica quando invade la loro quotidianità precaria e difficile, il vero padre del bambino. Abbandonati, tutte e tre, dalla stessa donna che amano, questi tre "ragazzi" tra litigi e partite di calcio, imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.

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