La manutenzione dei sensi – di Franco Faggiani


“Sì, ma per essere davvero pronti dobbiamo essere preparati ad affrontare anche gli imprevisti. Bisogna trovare il coraggio e le motivazioni per fare le cose. E sapere che, nonostante tutto – convinzione, attrezzatura, impegno – possiamo non riuscire nelle nostre piccole o grandi imprese.”


Cosa è la felicità? Leonardo Guerrieri non se l’è mai chiesto fino a quando non ha perso, in modo totalmente inaspettato, la persona che amava più al mondo. Da quel momento ha iniziato a sopravvivere a fatica e ha accettato qualsiasi cosa gli capitasse, compreso l’arrivo di un bambino in affido, Martino, chiuso ed introverso e la partenza della figlia Nina per l’America. Sopravvivere è quanto di meglio riesce a fare, o così crede.

Quando a Martino viene diagnosticata la Sindrome di Asperger, con tutti i suoi connessi, Leonardo decide di lasciare la città e trasferirsi in una baita sulle Alpi Piemontesi per provare a ricominciare da capo.

Il silenzio del bosco, le poche chiacchiere dei locali, gli animali che popolano i dintorni della baita, le lunghe passeggiate, l’arte di allevare le mucche, la decisione di fare un orto in giardino, tutte piccole cose che rendono la vita di Leonardo e Martino sempre migliore e più serena. Piccole cose che li fanno tornare a vivere e a guadagnare una dimensione non più alienata ma di inserimento sociale, pur mantenendo la loro propensione alla solitudine e al silenzio.

Trovo che questo romanzo sia veramente ben scritto e coinvolgente. In modo apparentemente leggero affronta tematiche come il dolore per una perdita, le difficoltà nell’inserirsi e la ricerca di una dimensione di vita soddisfacente e serena. La natura è parte integrante del racconto, a volte un personaggio quasi più importante dei protagonisti, con i suoi ritmi e i suoi stravolgimenti.

Consiglio questo libro a tutti coloro che apprezzano i racconti immersi nella natura, che seguono i suoi ritmi e si dipanano fra le stagioni. Leonardo, Nina e Martino diverranno vostri compagni e potrebbe anche dispiacervi lasciarli quando arriverete all’ultima pagina!

“Credo che per essere felici, o almeno provarci, non bisogna immobilizzarsi ad aspettare che le cose buone accadano, ma è necessario stare in movimento per fare in modo che le cose buone possano accadere”.

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