L'isola dei fili perduti di Eleonora D'Errico: la trama invisibile che tiene insieme le nostre vite
- Giusy Laganà

- 28 lug
- Tempo di lettura: 2 min

Ci sono libri che si leggono con piacere e altri che, una volta chiusi, continuano ad accompagnarci nei giorni successivi. L'isola dei fili perduti di Eleonora D'Errico appartiene a questa seconda categoria. Da appassionata lettrice, sono sempre alla ricerca di romanzi capaci di emozionare e, allo stesso tempo, di raccontare un frammento di storia poco conosciuto. In questo libro ho trovato entrambe le cose.
Eleonora D'Errico ci conduce nella Venezia di fine Ottocento, tra calli, canali e laboratori dove prende vita l'antica arte delle impiraresse, le donne che infilavano a mano le celebri perle di vetro veneziane. Attraverso questa ambientazione affascinante e ricca di suggestioni, l'autrice costruisce una storia che parla di coraggio, libertà, amicizia e desiderio di cambiare il proprio destino.
Ciò che mi ha conquistata fin dalle prime pagine è stata la capacità dell'autrice di intrecciare la ricostruzione storica con un'intensa dimensione umana. La Venezia descritta non è un semplice sfondo pittoresco, ma un luogo vivo, attraversato dalle contraddizioni di un'epoca di grandi trasformazioni. Accanto alla bellezza della città emergono le difficoltà quotidiane di donne che, con il loro lavoro silenzioso e paziente, hanno contribuito a custodire una tradizione artigianale di straordinario valore.
La scrittura di Eleonora D'Errico è delicata e coinvolgente. Non cerca effetti spettacolari, ma affida la forza del racconto alla profondità dei personaggi e alla cura dei dettagli. Le emozioni affiorano con naturalezza e il lettore finisce per sentirsi parte della storia, condividendo dubbi, speranze e sogni dei protagonisti.
È questo, a mio avviso, il pregio più grande del romanzo: ricordarci che dietro la grande Storia esistono tante storie personali, spesso dimenticate, che meritano di essere raccontate. L'isola dei fili perduti rende omaggio a donne rimaste a lungo nell'ombra, restituendo loro una voce e una dignità che la narrativa sa valorizzare con particolare efficacia.
Terminata la lettura, ho avuto la sensazione di aver compiuto un viaggio non solo nella Venezia di un tempo, ma anche nell'animo umano. È un romanzo che parla di resilienza, di legami che si costruiscono e si ricuciono, proprio come i fili evocati dal titolo, e della forza delle donne nel trasformare le difficoltà in opportunità di rinascita.
Per chi ama la narrativa storica ricca di emozioni e personaggi memorabili, L'isola dei fili perduti è una lettura che merita di essere scoperta e custodita. È uno di quei libri che lasciano qualcosa dentro: non soltanto il ricordo di una bella storia, ma anche il desiderio di conoscere meglio le vicende e le persone che hanno contribuito, spesso nel silenzio, a costruire la nostra memoria collettiva.
Eleonora D'Errico è giornalista e scrittrice. Prima di questo ho pubblicato sempre per Rizzoli La donna che odiava i corsetti (2024) e La spirale del tempo (2022). Prima ancora, L’amore sublime (2018) con Bookabook e Agostino e la leggenda delle stelle (2009) con EdiGiò. Nella vita si occupa di comunicazione, ha un blog e una pagina Instagram (La_derrick_racconta) in cui parla principalmente di libri e scrittura.





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