• Giusy Laganà

L'azione - di Sara Mannheimer,come i libri ci guariscono e le possibilità della letteratura


"Le voci dicono che devo andare alle scritture e ampliare i miei orizzonti, afferrare cose nuove (sottintenso senza tirarle a lucido), aprirmi a ciò che non conosco, all'ESSENZIALE, sorprendermi, sorprendere gli altri, cioè darci subito un taglio con queste maledette faccende e occupazioni insensate."

"L'azione" di Sara Mannheimer, premio europeo per la letteratura, tradotto e pubblicato in Italia da Safara, é un libro che confonde e che, consacra Sara Mannheimer tra le scrittrici svedesi più eclettiche e riconosciute dalla critica.

Prigioniera di un’immensa biblioteca e di un dolore segreto, una donna intraprende un viaggio alla scoperta delle infinite possibilità della letteratura. Una grande poesia, un atto d'amore verso la parole e il linguaggio con l'attenzione di chi sa farne un'opera d'arte. Una storia in cui immaginazione, sogno e realtà si mescolano.

Una donna vaga per le stanze della sua casa affascinata da un’immensa biblioteca che contiene una collezione completa della letteratura di tutti i tempi. Le stanze ricolme di lussureggianti scaffali si susseguono infinite, i dorsi dei libri rivolti contro di lei: un luogo spaventoso e invitante.

"Non oppongo resistenza, non mi arrabbio con le voci. Sono parola sublime e riflessione critica, hanno ragione sul fatto che ogni tanto mi metto con infinito zelo a caccia di futilità fra canovacci e oggetti".

Un nuovo inizio e una nuova Casa, per lei, in cui spazi reali, tangibili, legati alla concretezza della vita si oppongono alla Biblioteca. Sono i dorsi, i libri, incastonati in un temibile quanto affascinante tessuto, a essere il cuore, e la chiave, della storia. Nella disperata ricerca di soddisfare la sua sete di lettura, la protagonista si avvicina tentennante a dorsi che potrebbero divorarla, ma che si dimostrano una panacea per i suoi mali: un indicibile dolore per un figlio perduto e la paura dei futuri possibili, gelosamente custoditi in uno scrigno.



"Desidero. Desidero. Aprir bocca e tutto inghiottire l'ardore dell'amore

il dorso tocca, la legatura, tremula foglia.

La parola amore non basta, é come un grumo. Dritta lungo il dorso una fitta, il morso dell'amore". È solo nel luogo-non luogo del mai accaduto che le possibilità della letteratura e della realtà diventano infinite. In questo libro, Sara Mannheimer, in una raffinata esplorazione, dimostra come la definizione di realtà sia ampia e riesca ad abbracciare ogni dimensione della vita, regalando ai lettori una delicatissima storia in cui prosa, poesia e scena drammatica si fondono e confondono.


"Perdonami se non riesco a evitare di parlare poco chiaro.

Perdonami se da un lato credo che la realtà sia il buio e, al tempo stesso, in piena contraddizione, credo nell'immagine, nell'immagine in sé, come portatrice della propria forza primigenia, come espressione di una fonte simile, non la stessa, affatto ma pur sempre simile alla fonte."


Un libro sul rapporto con i libri e su come un libro in sé si può espandere e travalicare i confini del tempo: è l’avventura di una lettrice che tenta di leggere Il grado zero della scrittura di Roland Barthes.



Avvicinarmi a un libro, voltarlo e mescolarmi con la sua polpa. Di che cosa ho paura? Forse dell’idea che da un lato il libro possa divorarmi, anziché essere io a divorare lui, o dall’altro che non mi lasci entrare.”

La casa diventa un luogo dove far esperienza di sensazioni a partire dalla parola. L'azione diventa il racconto di una donna, fragile e insicura che, grazie ai libri, viene guarita e rigenerata da un grande dolore. L'autrice riporta alla luce, attraverso numerose citazioni dei grandi classici della letteratura, l'amore per i libri in modo passionale e incondizionato, adulando ogni parte di esse ed esplorando il suo ambiente come se fosse un altrove immaginario.

Un gran libro di spessore da capire e che può apparire difficile da leggere, ma che rivela una profondità dell'altrove colmabile attraverso la letteratura, unica e indissoluta.

Sara Mannheimerè cresciuta a Göteborge ha studiato negli Stati Uniti, in Olanda e in Repubblica Ceca prima di stabilirsi a Stoccolma. Insieme all’attività di scrittura gestisce la vetreria Stockholm Heta Glas. Nel 2011 e nel 2012 l’acclamato Come Rushing, opera sperimentale di teatro e danza a cui ha collaborato con la coreografa Birgitta Egerbladh, è andata in scena allo Stockholms Stadsteater.Reglerna, il suo primo romanzo è stato candidato per l’ August Prize e ha vinto il Premio Borås Tidnings per il miglior debutto. L’azione (Handlingen), il suo secondo romanzo, è stato candidato allo Swedish Radio Prize e si è aggiudicato il Premio Europeo per la Letteratura, consacrando Sara Mannheimer tra le scrittrici svedesi più eclettiche e riconosciute dalla critica.