A Rimini con Federico Fellini di Laura Gramuglia: un viaggio nei luoghi dove il cinema incontra la memoria
- Giusy Laganà

- 28 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Ci sono libri che si leggono come guide e altri che si vivono come esperienze. A Rimini con Federico Fellini, a cura di Laura Gramuglia, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Non è soltanto un itinerario dedicato al grande regista riminese, ma un invito a entrare nel suo universo creativo, dove realtà e immaginazione convivono senza confini netti.
Da appassionata lettrice, amo quei libri che riescono a trasformare un luogo in un racconto. Laura Gramuglia ci accompagna in una Rimini che va ben oltre la geografia: una città che diventa spazio dell'anima, teatro della memoria e laboratorio dell'immaginazione. È la Rimini che ha nutrito Federico Fellini, ma è anche quella che continua a dialogare con chi percorre le sue strade con occhi curiosi e disponibili allo stupore. Il volume si propone come un viaggio attraverso la città reale e quella reinventata dal regista, intrecciando memoria, invenzione e suggestioni cinematografiche.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui il libro evita di trasformarsi in una semplice biografia o in un elenco di luoghi da visitare. Ogni tappa diventa l'occasione per riflettere sul rapporto profondo tra un artista e la sua terra d'origine. Rimini non è soltanto lo sfondo della vita di Fellini: è un luogo che continua a vivere nei suoi film, trasformato dalla memoria, dal sogno e dalla fantasia.
Laura Gramuglia dimostra una profonda conoscenza dell'universo felliniano, ma soprattutto possiede una qualità rara: raccontare senza appesantire. La sua scrittura è fluida, evocativa e coinvolgente. Il tono è quello di una compagna di viaggio che condivide scoperte e suggestioni, lasciando al lettore lo spazio per costruire un proprio percorso emotivo.
Per chi conosce il cinema di Fellini, questo libro rappresenta un'occasione per ritrovare atmosfere, immagini e simboli che hanno reso unica la sua poetica. Per chi invece si avvicina per la prima volta al suo mondo, costituisce una porta d'ingresso accessibile e affascinante, capace di stimolare la curiosità senza mai risultare didascalica.
Ho trovato particolarmente interessante il continuo dialogo tra spazio reale e spazio immaginario. Fellini ha sempre raccontato una Rimini filtrata dal ricordo, trasformandola in un luogo universale dove convivono nostalgia, ironia, meraviglia e malinconia. Il libro riesce a restituire proprio questa dimensione sospesa, ricordandoci che ogni città è fatta tanto di strade quanto delle storie che vi si depositano nel tempo.
Anche dal punto di vista editoriale, il volume si inserisce perfettamente nella collana Passaggi di Dogana di Perrone, dedicata ai luoghi raccontati attraverso lo sguardo degli scrittori e degli artisti. Più che una guida tradizionale, è un libro di viaggio sentimentale, pensato per chi ama scoprire le città attraverso la letteratura, il cinema e la memoria.
Terminata la lettura, rimane il desiderio di partire. Non soltanto per visitare Rimini, ma per guardarla con uno sguardo diverso, più lento e più attento ai dettagli, proprio come avrebbe fatto Fellini. È questo, forse, il risultato più bello del libro: ricordarci che alcuni luoghi non si comprendono consultando una cartina, ma lasciandosi guidare dalle emozioni, dai ricordi e dalle storie che custodiscono.
Consiglio A Rimini con Federico Fellini a chi ama il cinema, la letteratura di viaggio e i libri capaci di raccontare l'identità di una città attraverso il suo artista più rappresentativo. Laura Gramuglia firma un'opera che unisce competenza, passione e sensibilità narrativa, regalando al lettore un itinerario che continua anche dopo aver chiuso l'ultima pagina.





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