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Tutto quello che c'è voluto - di Giuseppina La Delfa

 

" Così una madre é, essenzialmente, un genitore di sesso femminile. Almeno così dovrebbe essere. Così vorrei che fosse. Senza sovrastrutture a obbligarti ad assumere dei ruoli precisi in relazione al tuo genere. La domanda essenziale per noi a quel tempo era perciò se quell'essere di sesso maschile fosse così indispensabile alla buona crescita e alla felicità di un figlio."

 

Giuseppina La Delfa, italo - francese, laureata in Lingue e Letteratura italiana, si é trasferita in Italia dove insegna lingua francese all'Università di Salerno. Ha fondato l'Associazione  " Famiglie Arcobaleno" e dal 2016 é membro del direttivo di NELFA, il network delle associazioni europee di genitori LGBTQI*.

 

Ha scritto articoli e prefazioni di testi accademici sull'omogenitorialità e ha pubblicato Peccato che non avremo mai figli ( Aut Aut Edizioni, 2017), il primo volume delle sue memorie.

Con Tutto quello che c'è voluto - Storia di pance, semi e polvere di stelle (Augh Edizioni, 2019),  Giuseppina racconta dell'avventura intima e pubblica, sulla responsabilità, sterilità e i diritti necessari per essere riconosciuti ed esistere come famiglia. Cosa succede a Giuseppina e alla sua moglie Raphaelle?

Succede che dopo aver rinunciato per diciott'anni ad avere figli, decidono di fare tutto il necessario per diventare madri. Questo significherà misurare il proprio corpo, sottoporsi a cure, cliniche, viaggi, medicine e cure ormonali. Significherà trovare un donatore disposto a non far parte delle loro esistenze. Significherà lottare contro i pregiudizi sociali e le leggi per ottenere ciò che più vogliano: essere una famiglia.

 

" Ciò che avrebbe fatto nascere e fatto diventare adulto quel bambino, che esisteva allora soltanto nella nostra testa, saremmo state noi, la nostra scelta e la nostra sfida e tutto il resto a venire, i baci, le attenzioni, le sgridate, il cibo e le carezze, la scuola e gli amici, i viaggi, i parenti, i libri, le circostanze e gli incontri e se, per caso appunto, questo figlio fosse nato e cresciuto bello, avremmo detto che il caso aveva fatto bene le cose e che eravamo state fortunate".

 

Questo libro é il racconto due di donne che hanno saputo sfidare la vita, il dolore e l'attesa. Hanno fatto ogni cosa pur di essere una coppia riconosciuta e di poter procreare. Oggi hanno due figli adolescenti e sono felici.

Il loro percorso non é stato vano, sono riuscite nel loro meraviglioso traguardo.

Ringrazio sempre Augh Edizioni per farmi leggere splendidi libri, ma devo dire questa storia é particolarmente deliziosa e toccante. A prescindere dalle proprie idee sull'omogenitorialità, politiche, etiche e sociali, Giuseppina La Delfa racconta della maternità e del desiderio di riuscire ad avere un figlio, pur amando una donna. Sfidando la natura é vero, ma crescendo i loro figli nell'amore e nell'affetto, come tante altre famiglie socialmente riconosciute, forse anche meglio.  Ciascuno é libero di avere il proprio pensiero, ma credo che nessuno può impedire ad una donna di avere un figlio, qualsiasi partner abbia accanto.

 

Vi lascio questa frase molto bella che mi ha colpito e che conserverò:

 

"A chi negli anni futuri ci accuserà di comprare dei figli come se fossero prodotti, cerco di dire, scrivendo questo racconto, che le cose sono più complicate del loro giudizio superficiale e cieco. Mi augurano comunque che alla fine riescano a capire che non stavamo certo comprando dei figli che tra l'altro non esistevano ancora, ma stavamo sì pagando un processo, una tecnologia, dei professionisti, degli scienziati che aiutavano noi, come aiutavano qualunque altra coppia sterile, a concepire un nuovo essere umano che senza la volontà e i sacrifici fisici, emotivi ed economici degli aspiranti genitori, non sarebbe semplicemente mai nato".

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