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Dentro soffia il vento - di Francesca Diotallevi

 

"Il bosco era l'unica realtà che conoscevo, l'unico luogo in cui mi sentivo al sicuro. Ero abituata alle temperature più rigide e non avrei mai rinunciato alla libertà che quella vita mi consentiva.

Eppure, la solitudine a volte mi pesava addosso come un macigno, soprattuto da quando lui se ne era andato."

 

Un romanzo ipnotico dalla magia carismatica e dal sentimento primordiale. Un romanzo sull'amore e sull'amicizia, sull'attrazione e sulla repulsione. Un libro sui pregiudizi spesso dettati dalla superstizione che rende ciechi. Personalmente l'ho divorato in un solo giorno di vacanza tra le colline piemontesi, perché io non ero più nelle Langhe. Io ero nella storia di Fiamma, Raphael e Yann. Io ero in quel paesino dove i suoi abitanti conoscevano la vera storia, ma preferivano nascondersi dietro a un dito, mettendo la testa sotto terra come gli struzzi. Perché spesso é più facile fare così, colpevolizzare altri o altro,  inconsapevoli però che la valanga prima o poi é destinata ad arrivare comunque.

 

 

Avevo sentito parlare spesso della bravura di questa giovane autrice del 1985, Francesca Diotallevi, che grazie alla seconda edizione del Premio Neri Pozza sezione giovani, si é affermata, nel panorama letterario e narrativo italiano, con determinazione, come scrittrice di talento. Grazie a quel concorso i lettori hanno potuto conoscere la sua bravura. Tra le sue opere abbiamo Le stanze buie, Amedeo, je t'aime e il racconto pubblicato in e-book Le Grande Diable, prequel di Dentro soffia il vento. Dopo questo grande successo il 4 ottobre 2018 ha pubblicato, sempre per Neri Pozza, un altro libro dal successo forte e potente, Dai tuoi occhi solamente, prendendo spunto da un personaggio realmente esistito.

 

 

Cosa rende questo libro meraviglioso e particolare?

Nell'antico borgo di Saint - Rhémy, tra le montagne della Valle d'Aosta, ai tempi della Grande Guerra, il senso del diverso e i pregiudizi verso ciò che vogliamo nascondere sono ancora all'ordine del giorno. L'arrivo di un nuovo prete in questo paesino di poche anime, Don Agape, sconvolge i primi tasselli di una comunità religiosa fatta da contadini intrappolati in un mondo regolato dalla dura legge delle stagioni e delle credenze popolari. Ai margini del villaggio, nel bosco, vive una strana creatura, una ragazza indomita con i capelli rossi, Fiamma, emarginata e discriminata, accusata come la la madre, di essere una strega. L'unico legame di Fiamma con il villaggio é stata l'amicizia con Raphael, partito per la guerra e scomparso ormai da più di un anno. Dopo la morte della madre, avvenuta due anni prima, Fiamma é una donna sola ai confini, vittima delle richieste della gente del villaggio che all'occorrenza le chiede pozioni e filtri per i mali di stagione o dolori di varia natura.

In questo contesto chiuso e ottuso gestito dal vecchio parroco prima dell'arrivo di Don Agape, la vita di un ragazzo, il fratello di Raphael, é in bilico tra amore e odio, tra nostalgia e vendetta, tra paura e curiosità. Yann, rimasto ferito durante una bufera di neve, cerca di ignorare la presenza di Fiamma, che di nascosto lo osserva quotidianamente. Si allontana dalla chiesa, alla ricerca del significato delle emozioni contraddittorie che lo turbano in continuazione.

Ma quale legame esiste tra Fiamma e Yann? Ciascuno teme l'altro, legati dall'affetto verso Raphael.  Si osservano con benevolenza e disprezzo al tempo stesso, perché é impossibile ammettere di poter ascoltare il proprio cuore.

 

"Mia madre lo diceva sempre: non basta il cuore a sconfiggere l'ignoranza e la superstizione. Lucien Borel, che aveva studiato, era riuscito a guardare oltre. Per questo amavo i libri: rendevano le persone migliori. A volte le salvavano."

 

Le vicende del paese sconvolgeranno la vita di tutti, ma quello che emergerà con forza dirompente, peggio di una valanga, sarà una morale che non può essere ignorata. Non si può scappare per sempre dai sentimenti. Non si possono nascondere in un angolo remoto del cuore, prima o poi, gonfi e desiderosi di uscire, esploderanno dentro, rabbiosi più che mai. Perché come scrive Francesca Diotallevi "l'amore sa essere oscuro e confuso. Un labirinto tortuoso in cui vene smarrita ogni razionalità."

 

 

 

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