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La bocca delle carpe. Conversazioni con Amélie Nothomb - di Michel Robert

 

"Sono nella stanza di scrittura di Amélie. C'è un vecchio cappotto in grossa lana, marrone chiaro, mangiato dalla tarme. Amélie nota il stupore e dice, un po' imbarazzata: 

- Ah no, per favore, non lo guardi, é...

Io la interrompo:

- Quindi é vero, scrive con questo addosso!...

Allora, con voce soave, lei mi risponde:

- Tiene molto caldo, sa...

Terminata la conversazione, mentre sono nell'ingresso, mi dice: - Credeva che mentissi? E' buffo, da quando ho quattro anno e mezzo tutti pensano che io menta, ma non é così..."

 

Amélie Nothomb, amatissima e apprezzata scrittrice belga, é un personaggio sui generis, eclettico e decisamente fuori dagli schemi. Ma oltre alla Amélie "scrittrice" che racconta sempre molto di sé e della sua famiglia nei suoi libri, che tipo di abitudini ha come donna? Sapevate che dorme pochissimo e che, per scrivere dalle quattro alle sei di mattina, beve un the alla nitroglicerina.  Oppure sapevate che ogni giorno vomita per stare meglio o del suo rapporto simbiotico con la sorella? La sua istruzione primaria é avvenuta attraverso corrispondenza, particolare vero? Era fidanzata con un giapponese bello e ricco che ha mollato perché non si sentiva giapponese, nonostante sia nata in Giappone.

Una continua ricerca di sé attraverso situazioni insolite e particolari viaggi, tutto raccontato in queste "chiacchierate". 

Michel Robert, scrittore e artista visivo, grande estimatore di Amélie Nothomb, raccoglie in questo libro una serie di conversazioni avute in anni passati con l’autrice belga. Scopriamo così le passioni di Amélie, i suoi gusti, la sua idea della solitudine, della sessualità, dell’amicizia e dell’amore inteso come ossessione assoluta. Ne ripercorriamo la vita, l’infanzia, le relazioni familiari, i suoi spostamenti nel mondo, dal Giappone all’Europa… 

La bocca delle carpe é un incontro tra esseri umani per parlare. Una raccolta di conversazioni intercorse tra il 1995 e il 2001 nate da un'amicizia schietta per far conoscere meglio questa autrice dal fascino naif.

 

 

 

 

"Uno scrittore é qualcuno che non può vivere senza scrivere e che possiede uno stile. Altrimenti, non si può parlare di scrittore."

-Questa voglia di scrivere l'accompagna sempre? 

- Ormai scrivo da circa vent'anni. Ho cominciato al mio arrivo in Europa. Ma solo più tardi ho pensato a pubblicare. Non ho mai immaginato di farne un mestiere. Vivevo in Giappone dove lavoravo come interprete, fidanzata con un giapponese, molto giovane e molto ricco. E poi, all'improvviso, mi sono resa conto che forse il mio destino non era, in realtà, quello di essere giapponese. Ho mandato tutto a quel paese per tornare in Europa. Fu allora che scrissi il mio undicesimo manoscritto, Igiene dell'assassino, che due anni dopo venne pubblicato. Dunque tutto é capitato più per tentativi che per una reale vocazione."

 

 

 

 

Perché il titolo La bocca delle carpe? In questo libro più simile a una chiacchierata tra amici che ad una serie di interviste, Amélie Nothomb si rivela, raccontando episodi della sua infanzia trascorsa in Giappone, in Cina e negli Stati Uniti. Figlia di un diplomatico, era quasi sempre lasciata con la sua baby sitter. Un giorno decise di schiantarsi nella fontana del giardino di casa con delle carpe al suo interno. La donna che la curava era giapponese, racconta lei stessa, e in Giappone non é contemplato salvare la vita ad un altro essere umano che decide di uccidersi. Quello é stato il suo primo tentativo di suicidio fallito dall'intervento della madre.

Amélie si era lanciata con il testa dentro l'acqua ignorando che il fondo della fontana fosse molto basso, e sbattendo la sua testa si era ritrovata a contatto con le carpe dalle bocche che lei definisce "disgustose".  Le carpe per la scrittrice sono l'animale più brutto che possa esserci. Ha tentato altre volte di uccidersi, ma in queste pagine racconta di non volerlo fare più. 

Le conversazioni tra Amélie Nothomb e Michel Robert ci fanno conoscere questa donna particolare nella sua quotidianità e nella sue abitudini personali e sociali. Una donna che ama la vita e che ama quello che scrive, senza la quale non potrebbe esistere. Racconta di cosa per lei é l'amicizia, l'amore, la religione, la fede, la vita in generale. Racconta di sé nel miglior modo possibile grazie al suo interlocutore Michel Robert. Risponde alle sue domande e opinioni come se in realtà fossimo noi lettori a fargliele. 

Cos'é l'amicizia per Amélie? E' qualcosa di molto importante dice <l'amicizia é una cosa strana: gli amici non si amano né per il loro corpo né per le loro idee>. 

 

La bocca delle carpe é un libro affascinante per conoscere meglio il personaggio di Amélie e la sua vita privata. Un confessionale pubblico per capire chi é e per conoscere il suo passato. Una porta verso un mondo che vi stupirà.

Il ritratto di una donna straordinaria e affascinante, capace di confessare le proprie debolezze e ridere di sé stessa, di una scrittrice tanto sconcertante quanto ormai imprescindibile: 27 romanzi all’attivo, tradotta in 45 lingue, e la sorprendente cifra di 16 milioni di copie vendute nel mondo.​

 

 

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