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Fahrenheit 451 - di Ray Bradbury

 

"Nessuno ascolta più. Non posso parlare ai muri perché quelli non ascoltano. Non posso parlare con mia moglie perché lei ascolta i muri. Voglio qualcuno che senta quello che ho da dire. E magari, se parlo abbastanza, il discorso alla lunga avrà un senso. Voglio che lei m'insegni a capire quello che leggo".

 

Immaginate una società futuristica dove leggere è vietato e i libri sono banditi. Immaginate un mondo dove i vigili del fuoco bruciano le case e i libri. Una città dove pensare non è corretto, dove ogni memoria storica e culturale è stata digitalizzata e dimenticata, tutto è stato superato: Shakespeare, Wilde, Baudelaire, Hemingway, Fitzgerald e tanti altri ancora. Le case hanno pareti fatte a schermo, la tele-soggiorno,  dove ad ogni ora vi è solo un unico programma televisivo che tutti rigorosamente seguono. Solo che in questa città apparentemente perfetta dove l'uomo non parla, non pensa, non agisce, vi è una piccolissima crepa: tanti morti, tanti incidenti, tante sparizioni. E allora cosa succede? 

Succede che un giorno, come qualche volta capita, qualcuno si svegli e inizi a pensare con la propria testa. Qualcuno riscopre la bellezza di una poesia, di una pagina di un libro, la filosofia, la sociologia, la letteratura. In quel momento però si diventa nemici dello stato. Si viene denunciati facilmente. Tutto è video registrato, tutto è uno show, proprio come in 1984 di Orwell, tutti sanno tutto di tutti. Arrivano i pompieri che devono arrestare e spesso uccidere, ammazzare, bruciare case e libri, fare pulizia, risolvere ed eliminare un problema pubblico. Perché nel momento in cui si apre un libro di qualsiasi genere esso sia, l'uomo si ritrova da solo con sé stesso a scoprire, riscoprire, esplorare, elaborare, sentimenti, emozioni, immagini, parole, liberamente, senza limiti, senza vincoli, senza leggi. I libri sono nemici dello stato post moderno in Fahrenheit. I libri aiutano a riflettere e a raggiungere mete simboliche o immaginarie che ci cambiano e che aiutano a vivere.

 

"Sa perché un libro é importante? Perché é un prodotto di qualità. Cosa vuol dire di qualità? Per me vuol dire spessore. Questo libro ha dei pori, ha i suoi lineamenti. Può sostenere l'indagine di un microscopio: troverebbe la vita, sotto il vetrino, e in gran profusione. Più i pori sono numerosi, più consistente é la quantità di particolari vitali che possiamo affidare a un centimetro di carta, più letterario sarà il risultato".

 

Un giorno però qualche voce fuori dal coro, il pompiere Guy Montag in questo caso, intercetta qualcosa di sbagliato nella sua vita. Ogni sera vede al suo rientro, la moglie apatica con le radioconchiglie nelle orecchie. Lei non parla, non esprime gioia, fissa il vuoto con il solo suono che sente. Non ricorda neanche più come si sono conosciuti, il perché si sono sposati, semplicemente sono due estranei. Cosa c'è che non funziona nella vita di questi esseri più vicini a degli automi che agli umani? Hanno smesso di parlare, di ascoltare l'altro, di ridere, di apprezzare la vita nei suoi pregi e nei suoi difetti, hanno semplicemente smesso di vivere. Non hanno tempo libero, non hanno passioni, non hanno sfoghi. Tutto deve rientrare in un programma preciso di ruoli,  regolato anche con l'uso di psicofarmaci, senza dare fastidio agli altri per essere un doveroso e buon cittadino. Proprio per questo, i libri non devono essere letti, l'uomo non deve riflettere. Proprio per questo si viene puniti con la morte.

 

"I grandi scrittori sfiorano la vita molto spesso,i mediocri si limitano a passarci sopra una mano veloce. I cattivi la stuprano e la lasciano alle mosche".

 

Da dove nasce il titolo del libro?

 

Fahrenheit 451 é un libro di denuncia alla censura. Imparare un libro a memoria é un vicolo cieco. E se i pompieri bruciassero le case anziché salvarle? Se distruggessero tutti i libri, come potrebbero essere salvati?

Il titolo di questo libro deriva dai gradi della temperatura quando la carta viene bruciata a 451 gradi della scala Fahrenheit. Il romanzo fu pubblicato e acclamato, diventando un libro sull'indipendenza e sulla necessità di pensare con la propria testa. Per la maggior parte dei lettori questo libro rappresenta una bibbia. L'obbiettivo di Bradbury, pubblicato negli anni Cinquanta, era quello di non far dimenticare, in una società dedita al progresso e all'automatismo, l'importanza del valore della letteratura, della lettura in generale e del sapere elaborare liberamente ciò che contraddistingue l'uomo dagli animali: il pensiero. Ci si può sempre ribellare ad una vita alienata, fatta di routine, indifferenze, schermi televisivi giganti, per poter scoprire una vita diversa, un sentimento nuovo, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica e dall'oscurità dell'ignoranza di non saper più stupire e stupirsi.

 

"Quindi, ora vede perché i libri sono odiati e temuti? Perché mostrano i pori sulla faccia della vita. La gente adattata vuole facce simili a lune di cera, senza pori e senza peli, dunque senza espressione".

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