Featured Review

Vani d'ombra - di Simone Innocenti

 

"La prima volta che ho visto qualcuno baciare é stato al cinema, ed era buio in sala. La luce veniva da dietro, e ho una memoria di pulviscolo e ombre quando le tende si aprono per far entrare le persone in sala. Ombre svuotate di vigore quando sulla pellicola si proietta la luce che regna afona all'ingresso e avanza implacabile nel momento in cui la tenda viene scostata dallo stipite".

 

Simone Innocenti torna nelle librerie, questa volta edito Voland, con un libro che io ho personalmente divorato.

Attraverso una scrittura ipnotica racconta di un viaggio negli angoli più remoti della mente del protagonista, che si muove continuamente intorno a ciò che lo ha traumatizzato. La confessione di qualcosa che ha visto per errore e una condanna che gli é stata inflitta. Alla base del libro vi é il modo di vedere e percepire gli altri, noi stessi, tutto quello che abbiamo intorno, il modo di interpretare la vita nei suoi aspetti più dolorosi. Il libro diventa una lente d'ingrandimento sulla realtà circostante e sui suoi significati.

 

Michele Maestri é un incallito della solitudine, un solitario inquieto alla ricerca del suo posto al centro del bianco, il punto più pulito senza ombre.

Casualmente, quando aveva tredici anni, inizia a giocare con il binocolo spiando dalla finestra di casa tutto ciò che succede nel paese.

"I muri dei paesi, i muri del mio paese, devono restare intonsi, non si deve sapere nulla di quello che accade dentro..."

Protagonista del suo "gioco di spionaggio" é Milena, di mattino Colf del notaio, di pomeriggio "intrattenitrice abitudinaria". Michele inizia a conoscere le abitudini e i segreti degli abitanti del paese, suo padre compreso, cliente di Milena. Il suo gioco diventa uno spettacolo cinematografico continuo senza dover pagare il biglietto. 

Ogni immagine memorizzata incide sul suo futuro, alla ricerca di un equilibrio che sembra mancare sempre.

 

"Ma io orientavo le mani alla ricerca di qualcosa senza sapere neppure io bene di cosa, e avevo trovato per caso quel bacio: era bellissimo. Mi sembrava una cosa da preservare, mica da dire in giro, il segreto colto in flagranza di reato. Una cosa bella da fare nel buio del cinema, nella semiluce che ti assale alle spalle".

 

Michele adulto é rimasto ancorato a quel giorno in cui, chiuso nell'armadio di Milena, ha ascoltato ogni dettaglio dell'incontro e del rapporto sessuale tra la prostituta e suo padre. La violenza a cui é stato sottoposto cambierà le sorti della sua esistenza irrevocabilmente incidendo sul suo modo di crescere e di vivere. La storia di un'ossessione che rimarrà sempre con lui. 

 

"Nella vita bisogna tenere certe cose a distanza, bisogna vederle da una prospettiva felice, che non comprometta la serenità di giudizio, bisogna avere un equilibrio cromatico o il basso ventre urla e il basso ventre é sempre più' forte di tutto".

 

Ogni modo di filtrare gli eventi e i fatti delle persone diventa per Michele totalmente differente rispetto alla modalità di registro degli altri con cui é costretto a socializzare. La sua inquietudine lo costringe a ricercare i segni di Milena e le colpe di lui bambino, in ogni donna, quasi eroticamente, spingendosi in una direzione senza via di fuga.

"Mi disse: tu hai qualcosa di sbagliato perché vedi le cose in modo diverso dagli altri, per te non sono cose ma messaggi, guardi il mio rossetto e mi dici che l'ho messo di un colore diverso perché ho un altro..."

 

Con una scrittura cruda e onirica, Simone Innocenti cattura il lettore trascinandolo con forza nelle zone più intime e lontane di un uomo tormentato, segnato per sempre da quel gioco per ammazzare la noia di un'estate torrida e curiosa. La condanna auto inflitta condiziona la vita successiva di Michele, segnata dalle fobie del vedere, del bianco e dei corpi. Quando sembrava guarito grazie al mestiere di “occhialaio”, Michele incontra Arianna e il rapporto con lei, inizialmente stabile, riapre le porte di quell'armadio da cui, da bambino, non é mai uscito veramente.

 

 

Simone Innocenti è nato a Montelupo Fiorentino nel 1974. Ha scritto la guida letteraria Firenze Mare (Perrone), esordendo con Puntazza (Erudita). I suoi racconti sono apparsi in varie antologie. Si occupa di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente lavora al Corriere Fiorentino, dorso regionale del Corriere della Sera.

Please reload

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now