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Il guardiano della collina di ciliegi - di Franco Faggiani

 

 

"Già dall'adolescenza la cosa che mi rendeva più felice era correre. A volte, per poterlo fare, ingannavo anche mio padre disobbedendo alle sue imposizioni sullo studio. Gli raccontavo della mia attrazione per i Kami, le divinità del nostro culto shintoista, che l'imperatore aveva trasformato in religione di Stato, vietando il Buddhismo."

 

Dopo la Manutenzione dei sensi del 2018, Franco Faggiani torna in libreria, sempre per Fazi Editore, con un libro delicato e meraviglioso. La scrittura melodica e armonica racchiude una storia raffinata di fantasia ispirata alla vita dell'atleta giapponese Shizo Kanakuri, nato a Tamana, il 20 agosto 1891.  Alcune vicende della sua vita hanno dato spunto a Franco Faggiani per creare una storia che avvenne tra due continenti molto diversi per origini e culture. Sappiamo che Shizo Kanakuri venne inviato ai giochi olimpici di Stoccolma del 1912 dall'imperatore Mutsuhito, sotto la guida di Jigoro Kano, educatore e "inventore" del judo. L'autore, dopo che l'atleta giapponese rientrò clandestinamente in Giappone, ha portato il suo protagonista a vivere "altrove" come definisce lui stesso nella postfazione del libro. Agli inizi del Novecento le informazioni su questo atleta definito "debuttante", erano molto scarse, perché l'attenzione era tutta sui grandi stati come l'America.

Per la prima volta, con questo libro,  viene raccontata una storia dimenticata che Franco Faggiani ha trovato giusto e meritevole raccontare. Dopo più di cinquant'anni, nel 1967, Shizo Kanakuri tornò nella capitale svedese per concludere ciò che aveva iniziato molti anni prima: la sua gara. 

 

"Non correvo, naturalmente, con finalità sportive e, a dire il vero, neanche per il rispetto assoluto dei principi religiosi. Correvo perché solo così  mi sentivo realmente libero, unico, leggero, in sintonia completa con il creato. Correvo con lo scatto di un colibrì, anche se mi sarebbe piaciuto avere la leggerezza della farfalla. Solo per non sentire il rumore dei miei passi veloci sulle pietre o quello ritmico dell'aria in uscita dai polmoni. Solo per non poter credere di aver raggiunto la perfezione".

 

Dai pochi documenti recuperati per scrivere il libro, Franco Faggiani parte dalla foto ritrovata di Shizo Kanakuri ultra settantenne, per raccontare di lui. L'atleta non abbandonò mai, la sua passione per la corsa, anche quando viveva tra le foresta o sulla collina di ciliegi di cui lui diventa il custode e il guardiano. Diventa il protettore di una magia racchiusa in quelle terre lontane che non perdono mai la loro scintilla di misticismo. 

 

"Avevo sperato nel silenzio assoluto per accompagnare le mie camminate meditative e quelle dedicate alla custodia dei ciliegi. Il primo lavoro consistente fu quello di tagliare i rami più alti, sottili e sterili che, con il peso della neve, si sarebbero di certo spezzati finendo per danneggiare quelli sottostanti. Se si eliminano i rami improduttivi, quelli inutili, quelli che rimangono crescono più rigogliosi. Questo principio vale per ogni cosa, anche per le persone: eliminare i pensieri negativi per far sì che quelli positivi abbiano più spazio e vigore per svilupparsi."

 

Dopo aver abbondato la legione, e aver ricevuto un educazione austera, Shizu si isola in una regione a sud del Giappone, a contatto con la natura. Qui solo la bellezza degli alberi e del creato, riescono a far ritrovare sé stesso per crearsi una nuova vita a sua immagine e somiglianza. Un luogo capace di curare il male di vivere. Un luogo capace di cambiare qualsiasi cosa per ritrovare la pace e la sacralità perduta.

«Ognuno di noi ha un’altra persona o una divinità a cui deve comunque rendere conto. Io dovevo portare rispetto ai ciliegi yamazakura. Perché erano sacri ed io ero il loro custode. E custodire era un lavoro molto importante, perché implicava responsabilità, dedizione e cure».

 

La natura e il suo misticismo, le divinità, la corsa come sfida per conoscere sé stesso, i ciliegi in fiore, la magia di una storia, questa racchiusa in questo libro, che amerete con commozione e affetto, raccontata da chi ha voluto ricordare e far rivivere colui che ha protetto la collina, colui che oggi possiamo dire che non é stato dimenticato.

 

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