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La notte comincia piano - di Daniele Titta

 

"Crescendo i ricordi sono sfumati, le immagini hanno perso vividezza, gli eventi si sono dissolti in un'uniforme materia grigia. Se smetto di pensarci, alla fine le cose non sono mai accadute".

 

Daniele Titta torna con un nuovo libro edito CasaSirio per la collana Riottosi, con una serie di racconti noir che vi terranno agganciati alle pagine e vi catapulteranno in un mondo oscuro e poco definito, regolato dalle leggi del soprannaturale, dove i personaggi vivono i propri tormenti personali in lotta con il mondo esterno.

Nei suoi racconti, il confine tra ciò che é reale e quello che non lo é si assottiglia, mescolandosi e sparendo. Incontrerete una sirena, il mostro dell'impianto abbandonato, mostri marini, manager corrotti, cadaveri di soldati dimenticati e un'isola misteriosa e maledetta. Sette racconti che ci accompagnano in un viaggio allucinante in un mondo parallelo e bidimensionale, attraverso i pensieri e i tormenti di personaggi lasciati soli e poco compresi dagli altri, troppo concentrati sulle proprie vite o sui propri obbiettivi.

Protagoniste di queste pagine sono le nostre pulsioni primordiali che nella nostra quotidianità non riusciamo a esprimere. Poi succede sempre qualcosa, come un incontro con qualcuno o un mostro, che ci cambia e ci porta a esternare quella parte di noi nascosta. Nonostante i mostri abbiano sembianze ambigue e aggressive diverse dalle nostre, alla fine i veri mostri siamo noi. Solo quando raggiungiamo tale consapevolezza, ci lasciamo cullare da quei "mostri" che ci circondano per lasciarci andare, lasciare questa vita o continuarla con quel ricordo ossessivo che ci porteremo sempre con noi. Nel libro precedente "Sempre meglio della realtà" (2015, CasaSirio),  abbiamo trovato strane creature agonizzanti in un Terra apocalittica. In questa ultima opera l'autore spinge il lettore a proiettare ogni dettaglio macabro e oscuro dentro sé stesso, vivendo i tumulti che regolano i pensieri dei protagonisti del libro. Le vicende si svolgono in piccoli paesi italiani poco popolati, in quartieri periferici, in case del mare per l'estate, in contesti solitari dove l'incontro con il "mostro" viene amplificato, per aumentare il disagio interiore dei protagonisti.

 

"Ma c'erano mille altre persone, sconclusionate, perdigiorno, senza fari guida e senza nulla da far scrivere sui propri epitaffi che si erano stancate di arrovellarsi. Arrovellarsi perché non riuscivano a reggere il ritmo della ruota umana. Portavano jeans tagliarti troppo corti e con la vita troppo alta, felpe di parecchie taglie più grandi con i polsini smangiucchiati, le ragazze si truccavano di merda, ma spesso erano vezzi più che simbolici. Gli sguardi degli altri ci rendevano nervosi. Non sapevamo come muoverci, non sapevamo se camminavamo troppo veloci o troppo dinoccolati. Avevamo la certezza che tutti fossero lì per giudicarci".

 

Racconti che vi lasceranno con il fiato sospeso fino all'ultimo "La notte comincia piano". I miei preferiti sono stati "Il mare di spighe" e "La Sirena", ma posso assicurarvi che é difficile scegliere, perché sono tutte storie che i lettori apprezzeranno tanto da rimanerne incollati. A metà tra il romanzo di formazione  e il noir, Daniele Titta ha scritto un libro introspettivo in cui i personaggi sono complessi e difficili, apparentemente normali alcuni, ma con una vita interiore che urla e grida il proprio disagio in costante rottura con il mondo esterno e con tutti i personaggi di contorno che si differenziano da loro. Gli altri sono immobili e poco attenti, i protagonisti invece sono "liquidi" e plasmabili in contatto con un mondo parallelo come "il sotto-sopra", dove ogni azione perde qualsiasi significato, per ritrovare la pace perduta e far tacere quei tumulti individuali troppo assordanti.

 

 

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