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La memoria di Elvira - di Irene Milani

 

"È possibile avere dei ricordi non nostri? Può succedere che ad un certo punto, senza
volerlo, ci rendiamo conto che il nostro cervello ospita anche frammenti di una vita che non
abbiamo vissuto? ".

 

Irene Milani ha scritto un libro travolgente dalla scrittura visiva ed evocativa. Una storia dimenticata che riemerge attraverso, nella seconda parte del libro, la memoria di Margherita Molinari, poco più che trentenne, molti anni dopo. E' la storia di Elvira Bevilacqua, figlia della borghesia fascista del 1943 di Lazise del Garda, vissuta sempre nel lusso e lontana dai problema della Guerra. E' la storia di una ragazza che s'innamora di un partigiano. Un amore impossibile che porta Elvira a un bivio: scegliere di scappare con Michele o accettare il matrimonio combinato organizzato dalla sua famiglia nel rispetto delle regole e alla luce del giorno? Scegliere tra l'amore della sua vita o soccombere dinnanzi alle convenzioni? 

 

"Se avessi saputo che quel mattino avrebbe cambiato per sempre la mia vita forse avrei scelto un abbigliamento più adeguato. Invece ero perseguitata dall'idea che la prima volta che mi ha visto ero vestita come un profugo, infagottata in un cappotto di due taglie più grande che mi aveva permesso di infilare sotto anche due pesanti maglioni di lana".

 

Elvira s'innamora di Michele sin dal loro primo incontro, consapevole che la sua famiglia non lo accetterà mai.

Lui rappresenta l'altra parte della guerra. Rappresenta la Resistenza e quella parte dell'Italia da dimenticare appena terminato il conflitto. Ma per Elvira ormai é troppo tardi. Michele rappresenta un suo pensiero fisso e per lui diventa una staffetta partigiana perché condivide la loro causa e le loro idee. Purtroppo Michele é sempre nascosto tra le montagne, e il pensiero che possa succedergli qualcosa, ferisce Elvira come una lama, appena é costretta a dirgli un arrivederci dal sapore di un addio.

 

"Così tornavo a casa svuotata, incapace quasi di pensare; riuscivo solo a mettere un piede dietro l'altro, seguendo la strada meccanicamente, compiendo gli stessi gesti senza esserne davvero consapevole. Vivevo a metà: per cercare di non provare l'immenso dolore che la sola idea della morte di Michele mi provocava, annullavo ogni tipo di sentimento sia positivo che negativo".

 

 

Una storia ricca di amore e ideali. Una storia che tutti in fondo sogneremmo di vivere. La storia di una giovane donna pronta a sacrificare ogni cosa, pure la sua stessa vita, in nome del suo grande amore. Purtroppo Elvira ha paura del futuro e questo finisce per intrappolarla in un difficile limbo che non garantisce nulla di buono.

La storia di Elvira, emerge molti anni dopo, con i ricordi di Margherita, una giovane donna torinese, orfana di entrambi i genitori, orientata alla carriera. Durante una sua trasferta a Lazise, le sue emozioni vengono travolte da una serie di ingiustificati déja vu in cui Elvira é la protagonista. Margherita vittima di memorie e ricordi che non le appartengono, inizia ad indagare su un passato che non credeva di conoscere, riscoprendo quella ragazza che può ancora insegnarle che cos'é l'amore.

Il destino irrompe nella vita di Margherita come un angelo custode troppo preoccupato  e consente alla storia di Elvira e Michele di vivere una nuova giovinezza, quell'amore dimenticato tanti anni prima, tra le montagne testimoni di una Guerra, ma anche dell'amore di due ragazzi colpevoli solo per essersi amati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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