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Piccolo mondo perfetto - di Kevin Wilson

 

 

"Anche se il mondo si sforza in ogni modo di farci del male, i suoi genitori gli assicuravano che all'esterno non esiste niente capace di distruggere ciò che si trova all'interno. <Se fai come ti diciamo noi>, gli ripeteva il padre, <sarai invincibile>.

 

Avete presente i film "The Truman Show", "The Village" o l'educazione impartita in "Anna dai miracoli"? Questo libro é proprio un concentrato di tutte quelle immagini che avete, se visti, percepito nei film che ho citato. Se pensate al condizionamento operato dalla scuola del Comportamentismo, come il condizionamento classico di Ivan Pavlov (1849-1936) e il condizionamento operante di Burrhus Skinner (1904-1990), in fondo non siete tanto lontani dalle pagine di questo particolare libro edito Fazi Editore, pubblicato il 15 Novembre di quest'anno. Ma tralasciamo la psicologia e concentriamoci sulla narrativa. Kevin Wilson ha creato un mondo perfetto dove l'educazione dei bambini viene controllata e stimolata all'interno di una struttura quasi isolata dalla società civile, in un progetto iniziale decennale, curato da medici e ricercatori, con la compartecipazione dei genitori. Le famiglie si prendono cura di tutti i bambini come se fossero di tutti, impegnandosi attivamente nella loro educazione monitorata,  occupando ruoli sociali all'interno della comunità. Da dove nasce l'idea di questo metodo educativo in "Piccolo mondo perfetto"?

 

"Il dottor Preston Grind era il figlio di Stephen e Wendy Grind, due tra i più famosi psicologi dell'infanzia negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, specializzati in traumi infantili. Preston aveva attirato l'attenzione dell'opinione pubblica poco dopo la nascita, perché era diventato  il soggetto iniziale di ciò che in seguito fu chiamato il Metodo Educativo della Frizione Continua. Secondo i Grind il mondo era duro e imprevedibile, inasprito da esseri umani programmati per pensare egoisticamente solo al proprio interesse. A loro avviso l'insuccesso di molti genitori era dovuto al tentativo di creare nei figli una visione del mondo falsa e in ultima analisi inefficace. Il risultato era che i bambini, una volta diventati adulti e costretti a interagire più strettamente con il mondo reale che li circondava, erano incapaci di elaborare l'ingiustizia e gli aspetti distruttivi della società".

 

Fu creato un villaggio artificiale con all'interno un network comunitario dove al centro vi era una famiglia ampia chiamata "Famiglia Infinita", una rete di genitori che si prendevano cura quotidianamente, a turni, dei bambini.

Il Progetto si sarebbe concentrato sulla genitorialità condivisa, per restituire alla società in seguito, bambini più forti.

"<Sei la mia mamma?> domandò il bambino incerto, impaurito all'idea di avvicinarsi troppo a lei, e il cuore di Izzy si spezzò nei punti in cui era spezzato sempre. <Si tesoro>, gli rispose, sorridendo. < Mi hai fatto tu?>, chiese Cap, facendosi un pò più vicino. < Ti abbiamo fatto tutti>, replicò Izzy, ripetendo un mantra del gruppo. Poi però aggiunse :<Ma soprattuto io>".

 

Tra questi genitori vi era Izzy Poole, diciannovenne appena diplomata, incinta del suo intrigante professore di Arte. Hal in realtà era un ragazzo nevrotico che non sopportava il peso delle responsabilità paterna, arrivando per questo al suicidio. Izzy, rimasta sola con il padre vedovo, in una casa assai modesta e senza soldi, decise di tenere il bambino, continuando a lavorare nella griglieria del paese. Izzy era convinta che amare questo bambino sarebbe stato come ricevere finalmente l'amore sempre sognato "dopo essere stata evitata e ignorata per tanto tempo, voleva essere desiderata da qualcuno dotato di una buona capacità di giudizio. Voleva credere che dentro di lei ci fosse qualcosa di estrema importanza per il resto del mondo".

Lo scopo dell'esperimento scientifico non era creare piccoli supereroi, ma favorire il loro sviluppo e la fiducia nelle loro capacità per essere felici. All'interno della comunità però si instaurarono legami e rancori proprio come nella vita esterna, in seguito a tensioni sessuali che compromisero l'esito del progetto.

 

Insomma la morale di base é che la famiglia può rovinarti la vita oppure te la può salvare, quel che è certo è che dalla famiglia non c’è via di uscita. Questo libro é interessante sia per la teoria cognitiva e comportamentista che regola tutto il progetto del romanzo, sia perché stimola una serie di domande complicate sull'educazione dei figli. Sono sempre i genitori la vera rovina dei figli? L'educazione può essere plasmata anche da altri genitori aggiuntivi? Le risposte sono difficili e le affidiamo agli esperti del settore.

Fazi ha pubblicato un libro esilarante e interessante, non solo per il contenuto, ma anche per la storia di fondo di Izzy e per come viene raccontata. Una ragazza dimenticata e ignorata dal mondo che, per amore, diventa una protagonista e sostenitrice della Famiglia Infinita. Un libro che non vi annoierà senz'altro, anzi vi incuriosirà su come andrà a fine: il progetto del Dottor Grind verrà concluso e raggiungerà lo scopo? E chi é davvero il Dottor Grind? Sa provare emozioni autentiche?

 

 

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