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Una principessa in fuga - di Elizabeth von Arnim

 

"Chi mai vorrebbe essere una fiamma, destinata a essere spenta dalla stessa folata di vento che un tempo l'ha ravvivata fino al massimo splendore? Naturalmente se non sei una fiamma niente potrà spegnerti. Il vento che soffia non ti fa guizzare. Le tempeste passano oltre lasciandoti illeso".

 

Avete presente quando andate a teatro per vedere una commedia degli equivoci ambientata in un epoca passata?

Vi sedete belli belli e vi gustate lo spettacolo, con qualche risata, qualche momento di commozione, per poi concludere con quella soddisfazione di chi ha ascoltato e visto una bella storia, tra paradossi, luoghi comuni e tanto divertimento. Ecco, se sono stata esaustiva, leggere questo libro per me é stato proprio così. 

E' l'eterna lotta del bene contro il male, della povertà contro la ricchezza, del desiderio di vita più che mai contrapposto alla trappola soffocante della nobiltà e dai suoi obblighi.

 

"E' sempre un brutto colpo quando scopriamo che il lombrico é in realtà una serpe: un brutto colpo e una sorpresa; uno spettacolo a cui non ci si abitua mai. Ma la situazione diventa addirittura terrificante quando ci si trova alla mercé di un lombrico, un lombrico rancoroso e pronto a stringere le sue spire con forza illimitata". 

 

Tutto questo é parte della vita di Priscilla: sognatrice, una poetessa che non scrive poesie, e il suo unico desiderio è evadere da una vita di agi prevedibile e soffocante. A differenza delle sorelle, lei non si è ancora sposata nonostante gli spasimanti. I suoi ideali e le sue ambizioni sono alimentate da Fritzing, bibliotecario e suo precettore. Lui é la persona che le ha insegnato ad amare la libertà e la poesia inglese. Per fuggire dalla vita nobiliare che non fa respirare Priscilla, i due architettano una fuga in Inghilterra tra menzogne, travestimenti,  spacciandosi per zio e nipote e versioni diverse della loro storia. Perché entrambi cercano la libertà da quel mondo opprimente che non comprende i loro animi così affini e così intellettuali, comandati solo dalle loro passioni.

 

"Proprio come si deve evitare il veleno, si dovrebbe evitare di vivere alla grande, come dicono i poeti. Chi é davvero prudente non vive intensamente, e non dovreste farlo neppure voi, se volete stare comodi. La ricompensa é assicurata, mi dicono: si vive più a lungo".

 

Questo viaggio é arricchito da equivoci, scambi e tante ansia da parte di Fritzing, da solo a gestire la fuga e l'animo di Priscilla in costante tumulto. Riusciranno i nostri eroi nell'intento? 


La scrittrice Elizabeth von Arnim, pseudonimo di Mary Annette Beauchamp, nacque a Kiribilli Point, in Australia, da una famiglia della borghesia coloniale inglese, era cugina della scrittrice Katherine Mansfield. Visse a Londra, Berlino, in Polonia e infine negli Stati Uniti.

Si sposò due volte – entrambi matrimoni infelici – ed ebbe cinque figli, fra i cui precettori ci furono E.M. Forster e Hugh Walpole. Fra un matrimonio e l’altro, fu l’amante di H.G. Wells. È stata una scrittrice molto prolifica e di grande successo. Fazi Editore ha pubblicato Un incantevole aprile (2017) Il giardino di Elizabeth (2017) e La fattoria dei gelsomini (2018). Nel catalogo Bollati Boringhieri si ricordano: Il giardino di Elizabeth (1989), I cani della mia vita (1991), Un incantevole aprile (1993), La memorabile vacanza del barone Otto (1995), Elizabeth a Rügen (1996), Amore (1998), Un'estate da sola (2000), La moglie del pastore (2003), Lettere di una donna indipendente (2005), Vi presento Sally (2008), La storia di Christine (2009).

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