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Il tratto dell'estensione - di Adua Biagioli

 

"Il passaggio evolutivo e sequenziale di tre maglie di un unico percorso: uno sguardo acceso sulla recezione emozionale e umana delle vicende della vita, tra incanto e disincanto, gènesi-mondo e gènesi-io. Quindi siamo di fronte alla germinazione naturale del crescendo emozionale, un percorso che fluttua intorno alla realtà ricercando una possibile rinascita nel luogo interiore. La parola poetica si fa linea e traccia della verità, segno e constatazione, fino al candore e all’autenticità della visione. La voce poetante fa il suo ingresso nel destino in cui annoda ricordi, cammini e l’abisso segreto dell’amore." 

Adua Biagioli Spadi

 

Adua Biagioli è una maestra d'arte e operatrice culturale. Ha una grande passione: la poesia. Prima di questo libro pubblicato nel 2018, ha alle spalle altre produzioni poetiche e letterarie molto interessanti come L'alba dei papaveri (2015) e Farfalle (2017).

Adua sostiene che"... alcuni stati d'animo, non sono che evoluzioni dell'apprendere".  Se ci ragioniamo, spesso quando siamo malinconici o pensierosi per esempio, è perchè abbiamo compreso qualche dato emotivo a noi prima sconosciuto (un tratto della personalità, un comportamento altrui o di noi stessi ecc...). Le sue poesie esplorano le profondità dell'animo umano nelle sua fragilità e debolezza. L'essere umano è spesso travolto. Per questo vi riporto alcune delle sue poesie contenute in questo bellissimo libro, per comprendere meglio questo viaggio al centro dell'essenza che ci appartiene:

 

Sempre la fragilità si dirige sommessa alla deriva

nello slaccio d’abbandono del sentire,

è la lacrima a cogliere la perfetta stanza

della noncuranza,

incauto nascondiglio della goccia                                        

il passaggio della scesa,

là dove l'arrestarsi precede il dardo, la caduta

l'affidarsi estremo, disorientato abbraccio.                           

 

***

 

Dagli scomposti sensi della nuvola                                      

prende forma l’astratto ricomporsi, ariette nuove                

resta il volto frastagliato dell'amore                                     

oltre il sasso nero,                                                                 

secolare aggrumo di un evento fermentato.

Ripartirò da qui, dall'incendio dei colori

luoghi incerti della brezza.                                                   

 

***

 

Ogni accadimento sottrae qualcosa

porta in un limbo

al faro rotto e ai frantumi delle foglie

la svirgolata viola sopra l’occhio perde i sensi,

i pensieri furono intarsi del non so più chi sono:

le onde fisse nella notte di Munch

l’urlo silenzioso in volto – nessun messaggio -

solo il linguaggio muto del cercare vita.

 

                                                                                 

***

 

Ci vogliamo esatti

se siamo un connubio di ortiche                                           

sfiorati negli angoli e punti                                                  

consapevoli del tedio

sulle mani nessuno ci coglie più.

Non siamo i fiori del gelsomino garbato

allungati per necessità ci rinnova l’acqua battesimale

eppure

siamo riflessi felici delle felci,

così fa il tempo con le nostre mancanze

offre ancora motivi per farci riconoscere.

 

L'esistenza per Adua è scandagliare le nostre parti piu' intime. Per questo le sue poesie sono cosi' profonde e vicine al nostro animo. 

 

Per chi fosse interessato a scoprire qualcosa di piu' sulla nostra amica Adua vi invito a visitare il suo bellissimo sito:

 

http://www.aduabiagioli.it/

 

 

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