Essere gli altri - di Alessandra Corbetta



Per molti é un genere troppo complesso, per altri é piacere allo stato puro. Eppure nel mostro paese sono tante le giovani promesse che hanno sposato l'amore per i versi. Oggi parliamo di una di loro. Alessandra Corbetta è nata a Erba il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media e collabora come Web/Social Media Master e come Content Writer con La Casa della Poesia di Como. Ha scritto per la rivista culturale Alfabeta2.

Per Flower-ed ha pubblicato la monografia poetica L’amore non ha via e per Silele Edizioni il romanzo Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale). Scrive di poesia, società e cultura per il blog Tanti Pensieri e di New Media per il giornale online Gli Stati Generali. Per il blog Menti Sommerse dirige la rubrica poetico-letteraria “I Fiordalisi”. Nella raccolta di Poesie "Essere gli altri"Erato, LietoColle, scrive di frammenti di quotidianità con dolcezza e verità. Le sue poesie mi hanno colpita molto, oltre che stimarla come persona, la seguo anche come poetessa moderna. Per questo vi riporto qualche sua poesia:


Acqua sporca

L’acqua sporca mi ha sommersa di piacere, che disgrazia vedere la bellezza.

Ma una goccia del ricordo di rugiada diventa pioggia di purezza nello specchio pulito dei tuoi occhi, in cui piange la mia felicità.

Alter

La fortuna di essere gli Altri vorrei pescare dentro la bolla, tra i foglietti bianchi.

Non essere me, per un attimo e te neanche, ma gli Altri.

I passaggi tra gli orifizi nascosti che il piacere sfiora, o le gambe della ragazza qui da parte, fuori da ogni tessuto, il buco del maglione: ciò che in ogni relazione manca,

essere gli Altri.

Fuoritempo

Non piango per la perdita, per quello che è venuto meno bensì per quel che era, ed è diverso.

Piango senza senso, all’asciutto dei tuoi occhi sapendo che del ritmo vitale nessuno è empio.

La discronia atroce delle esistenze fuoritempo.

E poi la mia preferita....Le voci dell'estate é la protagonista della mia estate 2018:

Le voci dell’estate

Cadremo come le briciole dalla tovaglia sbattuta, perché è giusto, perché è il senso senza senso

delle cose.

Ma sulla strada di ritorno verso casa le voci dell’estate si sentiranno ancora.

Allora, ripasserò le labbra di rosso corallo, spruzzerò fragranza di tiglio sull’infanzia e le mie braccia intorno alla faccia sorniona della vita stringerò curiose.

Perché è giusto, perché è il senso senza senso delle cose.

Sono tante le sue poesie, io ovviamente ne ho selezionate solo alcune, scopritele mi raccomando! :)

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