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Vittoria- di Barbara Florio

 

Vittoria ha 46 anni e il suo mondo è appena imploso: Federico, il suo compagno, l’ha appena lasciata e il lavoro di fotografa con cui è riuscita a mantenersi negli anni è sempre più precario e mal pagato.

È da qui che inizia “Vittoria”, il nuovo lavoro di Barbara Fiorio, da una crisi esistenziale e lavorativa profonda da affrontare e da provare a risolvere, anche con creatività.

Perché Vittoria, dopo una iniziale spirale di depressione e disperazione, trova il modo di reagire a quanto le sta capitando. Perché Vittoria non è sola come pensava di essere.

“I miei amici sono dei giganti. Mi hanno protetta e nutrita per tutto il tempo in cui ne ho avuto bisogno, sono sempre stati qui, accanto a me. E io sto bene lo stesso, sto bene nonostante tutto, sto bene di nuovo”

Sono proprio gli amici di sempre ad aiutarla ad uscire di casa, a viaggiare, a tornare a mangiare nei luoghi che ama e, soprattutto, a buttarsi in una nuova imprevista avventura: la cartomanzia. Perché, bhè, Vittoria ha un animo sensibile ed empatico, in grado di intercettare sfumature e sguardi di estranei e di dare loro, di conseguenza, consigli azzeccati.

Così, fra un consulto e l’altro, nella vita solitaria di Vittoria entrano facce, sguardi, storie e problemi che, lentamente, la faranno riemergere dal dolore e dalla disperazione. E da lì si sprigioneranno mille energie positive che la aiuteranno a tornare a vivere appieno.

Questo libro racconta di difficoltà, di piccoli avvenimenti quotidiani, di liste della spesa e di gatti. Racconta la vita di ognuno di noi con le sue mille sfaccettature ed è difficile non immedesimarsi in Vittoria e nella sua volontà di non farsi schiacciare dagli avvenimenti, nel suo bisogno di sentirsi amata così come è e di essere sostenuta da chi la ama. Perché, in alcune occasioni, l’amicizia può essere più salvifica di mille dichiarazioni d’amore. L’essere un buon amico, esserci nei tempi e nei modi adeguati, per fare due risate o per consolare, è difficile. Si può sbagliare, incappare in errori, ma se dietro a tutto c’è il cuore e la volontà di fare bene, allora il ritorno sarà assolutamente positivo.

 “Mi piacerebbe trovare davvero la magia. Non quella dei tarocchi o delle manciate di sale grosso, ma quella in cui mi rifugiavo da piccola dove tutto era possibile e fantastico. Negli anni ho scordato una delle magie più potenti: la leggerezza. Perché si può esorcizzare il dolore con la capacità di ridere. E si può essere straordinari senza prendersi terribilmente sul serio”

 

 

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