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Oltre la superficie delle cose - di Sabrina Falanga

 

 

 "Niente, in fondo, può cambiare la natura delle cose: chiunque si avvale del diritto di una metamorfosi quando la vita sembra chiedere più di quello che hai da offrirle, ma si torna sempre allo stato originario di se stessi, prima o poi. All'involucro che definisce chi siamo e dove stiamo andando, al di là delle strade che fingiamo di voler prendere quando siamo insoddisfatti; quando ci illudiamo, con la stessa maestria di una brava zingara che sa ipnotizzare, di essere diversi da ciò che siamo."

 

La prima pagina di questo libro si apre e comincia con questa frase, così intima e veritiera che si rivolge a chiunque di noi, che con i nostri vissuti lottiamo tutti i giorni con noi stessi, per quello che siamo o vorremmo diventare, per quello che vogliamo nascondere o che non sappiamo neanche noi cosa essere o farne. Leonia é una trentenne sposata con un uomo con cui é cresciuta sin dai tempi delle superiori. Si sono riconosciuti subito e si sono "amati" nel loro percorso di crescita. Si chiama così perché il suo nome significa coraggio, ma lei finora sa di non esserlo mai stata, coraggiosa intendo. Tutto quello che credeva essere bugiardamente perfetto si rivela dubbioso e incerto. E quando si ritrova incinta di sette settimane non sa neanche lei se questo figlio lo vuole davvero. Il suo mondo va letteralmente in frantumi quando deve spiegare che questo bambino l'ha perso e che non potrà averne altri. Lo deve spiegare a un marito che non riconosce più, perché prima di tutto non riconosce neanche chi lei é diventata. Da piccola sognava di diventare una scrittrice, ma poi guidata e obbligata da una madre single troppo razionale e spaventata dalla vita, é dovuta diventare un'insegnante con il posto fisso. Una casa perfetta, un marito amorevole, un lavoro sicuro e poi? Il vuoto dentro di lei. Ma la vita é imprevedibile, specie quando il tuo destino deve andare in un'altra direzione. Il giorno stesso dell'aborto, conosce Mattia, un ragazzo che legge dentro i suoi mille malesseri e i suoi tormenti che l'hanno resa vittima di se stessa e della società. Lui é l'unico che la capisce e che le consiglia come vivere, perché fino a quel giorno Leonia é sopravvissuta per diventare una donna dalla vita falsamente serena e impostata a evitare le delusioni della vita. Ha vissuto nell'ombra di una madre che non le ha permesso di crescere e sbagliare. Una madre che prima di lei ha sofferto per l'abbandono del suo grande amore. Una donna che per non farla soffrire e per proteggerla dal grande dolore che ha provato lei,  ha educato la figlia ad accontentarsi e a non rischiare. Mattia é gay e giovane, l'angelo custode che tutti vorremmo avere perché aiuta Leonia in tutti i momenti di buio con frasi e parole che marchieranno la sua pelle e le faranno capire che é arrivato il momento di pensare finalmente a se stessa, per ritrovare il suo talento e quello che desidera di più nella vita. Ma  la vita si sa é crudele, e quando pensiamo di aver trovato un amico o il fratello che non abbiamo avuto, ci ricorda che siamo soli se non riusciamo a star bene con noi stessi. Perché la vita é preziosa e come scrive Sabrina Falanga " E' come leggere una poesia di Alda Merini e non intuire il senso più profondo, il significato più latente delle sue frasi. Fermarsi alla superficie delle cose é molto più conveniente: non ci sono esami di coscienza a cui sottoporsi, soluzioni da trovare, colpe da distribuire. E' comodo, finché non ci si accorge che sulla superficie, prima o poi, si scivola." 

Diamo sempre per scontato che ogni persona sia uguale all'altra, che ogni vita sia uguale all'altra. Un'infanzia felice, l'adolescenza ribelle, il fidanzamento, il matrimonio, la casa, i figli, la scuola, il lavoro, i suoceri, le feste.  Come se si trattasse di un libro uguale  a tutti gli altri. Ma come l'autrice spiega nel libro "Nessuno, pero', si ferma a guardare quale segnalibro ci sia tra le pagine o quale frase del testo é stata sottolineata. Può esserci tutta la vita di una persona in una frase sottolineata in un libro. Ma nessuno lo apre, nessuno lo sfoglia, anzi, spesso ci si ferma alla copertina. Che non dice nulla. Non esiste un libro uguale all'altro."

Se siamo destinati a essere un'altra persona, prima o poi, quello che chiamiamo caso o fato, viene a bussare alla nostra porta. Ci ricorda che se non riusciamo a chiudere il cerchio, a risolvere l'enigma, rimaniamo sospesi, in bilico tra saltare e trattenersi per paura di farlo. Ci ritroviamo tutti prima o poi di fronte a un bivio, cosa essere o cosa voler fare. E Leonia alla fine sceglie per curare se stessa, per emergere e vivere, per essere sorprendentemente felice della sua vita di "essere" e non voler apparire. Sceglie di andare nella città che tanto amava da bambina e mangiare la pizza nell'unico ristorante che le ricorda l'amore, quello vero e genuino. Leonia sceglie per lei, per sua madre, per Mattia, per il suo ex marito, per la vita e per il suo futuro. Semplicemente decide di saltare e alla fine raggiunge la meta. Dovremmo fare tutti come Leonia quando crediamo di essere diventati adulti. Perchè la vita non é lineare e non dobbiamo per forza seguire gli schemi che gli altri ci impongono. Non dobbiamo essere per forza come tutti gli altri. Un libro non sarà mai identico ad un altro. Anche se lo scrittore é lo stesso, anche se l'editor é la stessa persona, anche se la storia é uguale. Dentro quelle pagine ci sarà sempre qualcosa che ci ricorderanno di aver letto altro. Ci rimarrà qualcosa di diverso. A trent'anni non dobbiamo essere socialmente "conformi": convivenza, matrimonio, figli, una macchina nuova grande per i passeggini e per accompagnarli poi a calcio o a danza. La vita non é uguale per chiunque. Ognuno sceglie i proprio tempi e le sue priorità, sceglie di guardare quel segnalibro tra pagine ingiallite dal tempo, sceglie di leggere meglio quelle frasi sottolineate che possono rivelare la vita, quella che ognuno di noi ha sempre desiderato.

 

Sabrina Falanga, con il suo primo romanzo edito Undici edizioni, ha proprio colpito nel segno.  Ha vinto il suo primo concorso letterario nel 2008 con il racconto "il male oscuro". Nel 2017 il suo testo per il concorso "Lettere a mio figlio" viene selezionato e pubblicato in una raccolta antologica. 

E' un libro che consiglio a tutte le persone che scelgono di andare oltre la superficie delle cose. Perché siamo tutti diversi, e la vita non é uno schema.

 

 

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