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Ilaria Tuti – Fiori Sopra l’Inferno

 

 

“La vita faceva paura, a guardarla in faccia per quello che poteva davvero essere, ma restava sacra, inviolabile, un’avventura straordinaria che andava affrontata con il cuore a mille e un senso del meraviglioso che non poteva spegnersi nemmeno di fronte al dolore più straziante”

 

La nostra Tiziana Sette, affermatissima in questo genere, torna a scrivere di un libro nuovo appena uscito, raccontadoci le sue sensazioni su un caso editoriale italiano del momento. 

Teresa Battaglia crede fermamente nel valore della vita, nonostante ne abbia viste e passate tante. È riuscita a costruire una squadra solida, quasi una seconda famiglia, che la supporta e sopporta, con i suoi modi a volte bruschi, a volte freddi. Teresa ha un dono: è brava a capire le persone. Le inquadra, le sonda e le mette a nudo. È quasi un esercizio automatico ed è molto utile, soprattutto quando il caso su cui deve lavorare è complicato e di non facile risoluzione. Quando il caso la porta lontana dalla città e dai suoi usi. Travenì è un paese di montagna chiuso in una valle tanto quanto lo sono le sue persone. Travernì potrebbe essere un qualunque paese della provincia italiana. Travenì è diffidente con lo straniero, non vuole che nessuno dei suoi segreti venga messo a nudo, ma al contempo deve diventare un polo turistico per non morire, deve fare spazio a impianti e stranieri. Travenì è una sfida e Teresa Battaglia non ama perdere, anche quando ha contro quelli che in teoria dovrebbero essere dalla sua parte. Teresa è sempre pronta a gestire lo scontro, anche con il nuovo ispettore che hanno assegnato alla sua squadra. Non ha paura di nulla o, almeno, non lo vuole dimostrare. Perché, in realtà, di paura ne ha e molta. Perché qualcosa nella sua vita sta cambiando e lei deve trovare un modo per affrontare quello che le sta accadendo. Perché a volte le battaglie più dure sono quelle che combattiamo dentro e contro di noi.

Ilaria Tuti è una scrittrice esordiente friulana che conosce bene le sue montagne. Ho trovato la sua narrazione è intrisa di sensazioni, odori e profumi tipici dei suoi luoghi che sembravano uscire dal libro. La neve, in particolare, che tutto copre e che continua a cadere permea il racconto e lo ammanta creando un’atmosfera unica e non facilmente ritrovabile in altri thriller.

Se dovessi indicare il protagonista indiscusso di questo thriller, probabilmente, direi che la foresta entro cui si svolge tutto è ancora più sfaccettata e imprevedibile della stessa Teresa Battaglia. Le ore di luce invernali che impediscono lo svolgersi delle indagini. La foresta, sconosciuta agli investigatori ma non al killer, è un luogo e al tempo stesso un personaggio animato della storia.

Libro consigliato a chi apprezza thriller basati sulle indagini e che ama anche la natura, perché questi due elementi si intrecciano in una modalità inedita e, proprio per questo, assolutamente da non perdere!

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