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Gocce di Emilie - di Elena Coppi

 

 

"Scrivere è un viaggio nel tempo e nello spazio, nel quotidiano e nella fantasia. L’ispirazione è spesso legata a quello che vedo e sento ogni giorno, a quello che succede a chi ti sta intorno, a quello che vedi con gli occhi, con il cuore e con la mente. Scrivere è vita, movimento, sogno, desiderio, dolore, amicizia, origini: significa seguire la mia libera intuizione, ovunque mi porti."

 

Ho conosciuto Elena Coppi l'anno scorso sui social e devo dire che da quel momento l'ho sempre seguita con interesse e viva curiosità. E' una persona speciale che oltre a prodigarsi per gli altri dopo il lavoro nelle sue attività di Clown Therapy, si dedica con passione alla scrittura.

La frase su cosa rappresenta nel quotidiano la scrittura per Elena é la metafora che meglio descrive il "mestiere"  anche se non quello principale, e la vocazione di chi scrive.  Perché é così per tutti, come nel suo libro. La raccolta di racconti pubblicata da Eclypsed Word e uscita nell’estate del 2015, ha rappresentato per Elena non solo il suo esordio, ma anche l'inizio di un nuovo percorso dedito alla scrittura. Come scrive nella prefazione Giusy Cascio, giornalista di TV Sorrisi e Canzoni, i racconti di Elena sono 4 "gocce di vita, distillate al momento, che fanno bene allo spirito".

I suoi racconti parlando di giustizia, desideri, vendette, tradizioni e origini. Perché più che mai il libro parla di lei, di suo nonno come modello ed esempio da seguire. Parlano di amore, passione ma anche curiosità per tutto ciò che deve essere risolto.

Il primo racconto “Fascio di sangue” è storico, ambientato nei primi anni della Repubblica appena terminata la guerra. Il secondo “Mani di violino” è un giallo in cui s’intrecciano personaggi quali detective, case editrici, senzatetto e artisti volti alla risoluzione di un caso misterioso. Il terzo intitolato “Il grande giorno” è un noir che punta sulla struttura particolare della narrazione dove nascita e pena di morte s’intervallano in maniera grottesca e cinica. L'ultimo “Non fu fuoco di paglia" parla della storia di Carpi, rievocando realtà contadine emiliane legate alla lavorazione del truciolo e alla nascita dei maglifici.

Si evince tanto da queste pagine ricercate e molte attente alla forma e al contenuto. L'autrice inaugura la sua stagione creativa raccontando di lei ma anche della sua fantasia. Credo che i due racconti dalla quale si legge molto della storia di Elena e del suo vissuto siano il racconto "Fascio di sangue", suddiviso in dieci capitoli, che ha per protagonista suo nonno, Alessandro Coppi a cui ha dedicato la raccolta, esempio di impegno civile e sociale come avvocato e figura storica dell’antifascismo cattolico, Deputato dell’Assemblea Costituente.

Accanto al racconto "Non fu fuoco di paglia" che, oltre a descrivere le campagne emiliane con le sue tradizioni contadine dal sapore antico e familiare, parla di una famiglia numerosa di Carpi, città dove Elena viva anche se originaria di Modena. 

 I due racconti centrali invece, essendo un giallo e un noir, rompono con il suo vivere e raccontano di personaggi frutto della sua fantasia. Il libro rappresenta quindi il connubio perfetto tra il proprio vissuto e la propria ispirazione, in quanto ogni libro parla e rispecchia il proprio autore. I racconti di Elena Coppi sono brevi e intensi, coinvolgenti e curati, uno strumento per conoscerla meglio e come dice lei stessa "un viaggio nel tempo e nello spazio, nel quotidiano e nella fantasia" per conoscere, evadere e ritrovare se stessi. 

Auguriamo alla nostra amica Elena una futuro ricco di nuove pagine da scrivere per appassionare noi lettori che la sosterranno sempre.

 

Per conoscere Elena Coppi e ascoltare il suo libro vi invitiamo alla presentazione del suo libro presso la Libreria Cultora di Milano il 20 gennaio alle ore 17 , presenta e modera la sottoscritta:

 

 

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