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Le piume del drago – Lorenzo Visconti (2017)

 

 

“Un ex sbirro sciroccato che accetta casi che la polizia non vuole seguire”

 

Il Drago ha deciso di non rientrare nella polizia, preferisce lavorare nell’ombra, senza alcuna qualifica, basandosi sul passaparola e sulle segnalazioni di Lara. La sua vita, per quanto precaria economicamente, scorre fra pestaggi, piccole indagini e la consueta collaborazione con Jamel. Ma la richiesta di indagare sulla scomparsa di una giovane gallerista cambia tutta la prospettiva: un’indagine all’apparenza semplice si rivela in realtà articolata e connessa con la cronaca locale e no. Parallelamente Rodrigo Barrillà, quasi amico del Drago, si troverà ad indagare su un caso che, come il fiume Po, ha mille anse, mulinelli e improvvise rapide che sconvolgono il suo placido andamento. Insieme, ovviamente, a Federica Dalla Rovere, brillante, elegante e caparbia, decisa quanto Rodrigo ad arrivare alla verità, qualunque essa sia.

 

Trasversale alle due linee narrative intrecciate, emerge il tema della tutela ambientale e di come proteggere i delicati ecosistemi che ci circondano dal loro peggiore nemico: l’uomo. Purtroppo tutto questo si scontra con le necessità del business e le incertezze della Giustizia: “Mi stupisce che lei mi faccia questa domanda, dottoressa: sa bene che in Italia in gabbia non ci va nessuno se non i poveracci”

 

Le piume del Drago è il secondo volume della seria creata da Lorenzo Visconti per Amazon Publishing. In questo capitolo, oltre all’indiscusso protagonista della serie, si aggiungono nuovi protagonisti delineati con la solita precisione e maestria di Visconti / Roversi. È semplice affezionarsi alle perfette imperfezioni di questi personaggi ed è difficile non condividere il loro profondo rispetto verso ciò che ci circonda.

 

 

 

 

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