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Il posto giusto - di Simona Garbarini

 

 

Il secondo libro di CasaSirio che ho letto qualche tempo fa, un regalo destinato a una persona che ama il calcio ma che detesta leggere...e infine un libro che ho letto io, mossa dalla curiosità di conoscere questa storia. Oramai avrete capito che sono una follower e un'affezionata di CasaSirio Editore, perché  i loro libri arrivano dritti al cuore con semplicità e molta profondità. Simona Garbarini, medico torinese, ma con una passione costante: il suo amore per le storie. Esordisce nel mondo letterario a otto anni con il sequel di Holly e Benji e continua a scrivere fino ad arrivare, a 35 anni, al suo primo libro, Il posto giusto. Un libro che affronta tanti temi importanti come la tossicodipendenza, il senso di inadeguatezza, il muoversi sempre sull'orlo del baratro. Guido é un ex primario allo sbando con un debole per l'alcool. Diventa medico delle giovanili del Torino Calcio e incontra un ragazzo. Toni ha undici anni, un padre che spaccia eroina e due piedi così buoni in grado di cambiare il suo destino. "Il silenzio si é impossessato della nostra casa, si é raggomitolato come un gatto sul tappeto del salotto e non se ne vuole più andare. Persino i nostri pasti sintetici sono muti. Sono diventato triste della sua tristezza. L'aria opprimente che respiriamo ha inquinato i nostri corpi, che sono diventati stanchi e ottusi. Passiamo il tempo a scrutarci. Vorrei che fosse lui a rompere il silenzio. Le nostre giornate come guerre di trincea tra ineducati sentimentali". L'adozione di Toni rappresenta una grande sfida per Guido, tutto per garantirgli un futuro migliore. Ma i ricordi e le persone del passato di Toni non si cancellano e tornano a bussare alla sua porta. Guido affronta le bufere che investono le loro vite, guardando sempre a Toni come un grande campione, ricompensa e traguardo per entrambi, l'unica possibilità per essere davvero felici insieme. La storia di un riscatto per due esistenze, due anime accomunate dall'amore per il calcio, perché come disse Pierpaolo Pasolini, "Il calcio é l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo". La comunità, gli amici di Toni e Pietro, il figlio di Rico, per cui prova tanto amore, quello che lui, da bambino, non ha mai ricevuto. I maltrattamenti e la droga, le fughe e il calcio, diventano i legami con la vita per Toni. Il difficile rapporto con Guido, Lisa e quel bambino poi...

Un libro bellissimo e commovente che vi rapisce e vi racconta...vi stupisce e vi sorprende. Una storia sul posto giusto di ciascuno di noi e le tante sfide che la vita ci porta. La passione per il pallone, il successo, le difficoltà. Perché si legge in questo libro " il dolore non sempre ha dei connotati precisi. Lo si scorge in un gesto un pò smanioso, in una smorfia appena accennata, in un'espressione svagata. Lo si scorge in uno sguardo spento. Il dolore é la consapevolezza che quando esci di casa ci sono migliaia di ragazzini che prendono il pullman, vanno a scuola, si allenano in un campo di periferia con la speranza di vincere un qualsiasi campionato da nulla pur sapendo che non diventeranno mai chissà chi. E invece il tuo è lì, che vive da segregato e altro non ha se non guardare una,due, tre partite di calcio...e sognare. Che cosa poi? Un futuro migliore, una vita che sia vita nel fango, sotto la pioggia, di nuovo in mezzo a uno stadio che urla il suo nome. Mentre adesso tutto tace, tutto é silenzio e solitudine". Che scrivere altro..Un libro speciale sensibile e raffinato...sia per gli amanti del calcio sia per gli agnostici.

 

 

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