Una stanza tutta per sé - di Virginia Woolf


" Date alla donna un altro centinaio di anni, datele una stanza tutta per sé e cinquecento sterline l'anno, lasciatele dire quello che pensa e scriverà un libro migliore".

Virginia Woolf

Un trattato di filosofia sulla condizione femminile nella letteratura e sull'impossibilità di superare e affermarsi rispetto alle scrittrici precedenti alla sua epoca. Una stanza tutta per sé é una coinvolgente riflessione sulle opportunità occupazionali e sociali che una donna aveva nel primo trentennio del Novecento.

L'acquisizione di una maggiore autonomia rispetto alle figure a cui la donna era subordinata, uno spazio indipendente in cui poteva esprimere se stessa senza timori, e un'indipendenza finanziaria, diventano sinonimo di emancipazione femminile. Il libro in oggetto, scritto tra il 1928 e il 1929 in seguito a una serie di conferenze sul tema " donne e romanzo", costituisce uno dei più eloquenti trattati femministi del secolo scorso. Ma non solo, é un libro ricco di amore e passione, di consigli non richiesti e di parole incoraggianti per chi ama scrivere ma teme qualsiasi ostacolo. Motiva e argomenta le restrizioni imposte nel corso degli anni alla creatività femminile dalla società, utilizzando una sorriso ironico di chi ci é già passato. E' come se leggessimo consigli dateci da una cara amica o da una sorella, espressi con il cuore senza malizia o vincolo. Sembra quasi di ascoltare le sue parole, profonde e mirate dirette alla nostra anime a e al nostro sapere. E' un libro che apprezzerete, in quanto scorrevole e concreto. Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi. Nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell'ambiente letterario londinese. Le sue più famose opere comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergonoIl lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929).

Nell'estate del 1940 pubblicò l'ultima opera; Tra un atto e l'altro, mentre la Gran Bretagna era in guerra. Intanto le sue crisi depressive si fecero sempre più violente e incalzanti. Virginia amò circondarsi di persone ma quando era sola ricadeva nello stato d'ansia e di sbalzi d'umore tipico della malattia. A contribuire all'aumento delle sue fobie fu il procedere della guerra. Infine il 28 marzo del 1941, si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, non lontano da casa, nei pressi di Rodmell. Lasciò una toccante nota al marito:

« Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so. Vedi non riesco neanche a scrivere questo come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto se n'è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi. V. »

Dopo la morte il suo corpo fu cremato e le sue ceneri vennero sparse nel giardino della Monk's House, a Rodmell (Sussex, Inghilterra) sotto due olmi.

Una scrittrice che rimarrà sempre con noi e dentro il nostro spirito letterario più profondo. Il suo augurio e incoraggiamento di scrivere senza paure o freni, seguendo solo l'istinto regnerà sempre nella penna di ogni scrittore. Le sue parole sono reali, attuali, sono vive come non mai, e andrebbero lette da ogni amante dei libri per comprendere il suo cammino, specie se questo percorso viene intrapreso da noi donne.

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