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La Liberia Lirus di Milano : un premio ricco di storia

June 1, 2016

 

La libreria milanese, fondata da Claudio Oxoli nel 1991 sulle ceneri della ‘Rusconi’, è diventata leader nel panorama degli indipendenti. E quest’anno è stata anche premiata dalla Scuola per Librai ‘Umberto e Elisabetta Mauri’.

Milano, 9 marzo 2016 - Venticinque anni di passione e sacrifici coronati da una festa con gli amici più intimi e i lettori più affezionati. La libreria ‘Lirus’ di Milano, in via Vitruvio, è un po’ una grande famiglia, anche se i 300 metri quadri ricolmi di libri e scaffali farebbero pensare a un megastore, e non a uno spazio indipendente che ha deciso di accogliere a braccia aperte il talento invece dei quattrini. Anche per questo, le nozze d’argento con la cultura sono una medaglia al merito per Claudio Oxoli, fondatore della libreria, e Salvatore Lombardo, che la dirige dal 1996. Due 60enni capaci di tirare avanti la baracca anche nei momenti difficili. Ora il testimone è passato da tempo nelle mani del figlio di Claudio, Carlo, 34 anni, ma lo spirito è lo stesso anche se i tempi sono cambiati. La giornata, celebrata a suon di torte e prosecco, è stata impreziosita anche da una gemma che è già un oscar alla carriera: la libreria è stata infatti premiata dalla Scuola per Librai ‘Umberto ed Elisabetta Mauri’. Il prestigioso riconoscimento, assegnato per la prima volta a un milanese, ne sottolinea il “concreto lavoro di aggregazione all’interno del quartiere”, fino a farne un “luogo di incontro e socializzazione”.  “Il nostro segreto? Qualità, competenza e rapporto speciale con il cliente - spiega Salvatore Lombardo - e senza avere il supporto di case editrici. Una volta si entrava un po’ spaesati, oggi si è bombardati di informazioni. Il che significa che noi continuiamo a essere mediatori culturali, anche nell’era dei social”.

Oggi ‘Lirus’ conta 4 dipendenti e oltre 30mila volumi. L’obiettivo è quello di dare spazio a tutti, ma mai a discapito della qualità.  Gli inizi non sono stati facili. Lo sa bene Claudio Oxoli, un veterano del mestiere: “Nel 1991 rilevai la libreria ‘Rusconi’ per mettermi in proprio - racconta - ma avevo già decenni di esperienza alle spalle. Pensi, iniziai a 14 anni, quando l’Oscar Mondadori non esisteva ancora (la prima pubblicazione fu ‘Addio alle armi’ di Ernest Hemingway, ndr). Avevo infatti lavorato all’Emporio del libro e alla Libreria del Corso. Poi la svolta del ’91, con la nuova libreria: decisi di chiamarla ‘Lirus’ utilizzando un acronimo che ricordasse anche il passato di questo spazio, che era appartenuto alla ‘Rusconi’. I primi anni furono durissimi perché bisognava pareggiare i conti. Il negozio era inizialmente diviso in due e solo dopo fu allargato includendo anche un settore per i bambini”.Tra i clienti più affezionati giornalisti e scrittori affermati come Gianni Mura e Gianni Biondillo, che hanno fatto di ‘Lirus’ una zona franca di storie personali raccolte assieme ad altri autori in un volume qualche anno fa. “Il mio rapporto con la libreria è stato casuale - ricorda Mura, anche perché abito in zona. Pian piano, però, mi sono affezionato a questo luogo, che considero una specie di panetteria artigianale dove andare a fare la spesa”. E c’è anche chi deve parte del suo successo all’intuito di Oxoli: “Quando, nel 2004, pubblicai il mio primo romanzo, Claudio decise di dedicarmi una vetrina intera anche se ero uno sconosciuto - spiega Biondillo -. Cosa che non ha prezzo e che ha creato un rapporto di amicizia con ‘Lirus’”

"Lavoriamo molto su questo, e abbiamo anche delle partnership con scuole e aziende - sottolinea Carlo Oxoli - perché la prima cosa è riavvicinare gli italiani al piacere della lettura”. Di fronte al tavolo colmo di bicchieri di prosecco lasciati a metà una signora distinta, con un accento tedesco marcato ma elegante, sorride di fronte al grande afflusso di clienti. Inge Feltrinelli si presenta senza preamboli, ma solo dopo aver abbracciato “il suo grande amico Claudio”, con cui condivide da sempre l’amore per i libri. Ribattezzata “la signora dell’editoria” per via del suo legame con Giangiacomo Feltrinelli, che sposò nel 1960, non ha perso la speranza in un futuro di esseri pensanti che vivono camminando con gli occhi su pagine macchiate d’inchiostro. “Sa cosa diceva Flaubert? ‘Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere’”. 

La libreria Lirus di Milano è diventata in questi anni un punto di riferimento per lettori e scrittori, un luogo ricco di storia, contro le grandi catene che appiattiscono l'amore per i libri a semplici acquisti apatici e commerciali solo per leggere, e non per vivere e appassionarsi.

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